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Musk, la beneficenza passa in secondo piano: dove finiscono i suoi milioni

Il patrimonio della Musk Foundation sfiora i 14,7 miliardi, ma gran parte delle risorse segue percorsi legati agli interessi dell’imprenditore e alle sue strategie fiscali.

Elon Musk sembra considerare la politica una destinazione più efficace della beneficenza: da luglio ha indirizzato 276 milioni di dollari verso gruppi vicini ai repubblicani, compresi 158 milioni destinati al Senate Leadership Fund, il principale comitato elettorale indipendente a sostegno dei candidati del partito al Senato. Il proprietario di Tesla e SpaceX è così diventato il maggiore finanziatore in vista delle elezioni di metà mandato.

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La politica vale più delle donazioni

L’imprenditore sta concentrando le sue risorse anche sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale e sul sostegno a Ken Paxton in Texas. Il 29 settembre era accanto a Donald Trump durante l’incontro sull’accordo della Casa Bianca per la superintelligenza; nello Stato texano, invece, avrebbe pagato 3.000 attivisti incaricati di distribuire volantini porta a porta.

Sul fronte filantropico, Musk ha espresso più volte una posizione molto distante da quella dei grandi donatori tradizionali. In passato ha definito la filantropia «una sciocchezza» e, parlando al podcast WTF, ha sostenuto che «è molto difficile donare denaro per fare realmente del bene». Quando è stata resa pubblica la cifra di oltre 26 miliardi di dollari versata dal 2019 da MacKenzie Scott, ex moglie di Jeff Bezos, la sua reazione è stata lapidaria: «purtroppo, sì».


Una fondazione dal patrimonio enorme

Nonostante queste posizioni, Musk dirige la Musk Foundation, oggi la quinta fondazione benefica più ricca degli Stati Uniti. Il suo patrimonio ammonta a 14,7 miliardi di dollari: supera quello della Rockefeller Foundation e si colloca appena sotto quello della Ford Foundation.

Già nel 2023, quando disponeva di 9,5 miliardi, l’organizzazione aveva una dotazione superiore a quella di enti familiari con una storia molto più lunga, tra cui la Rockefeller Foundation, la MacArthur Foundation e la Andrew W. Mellon Foundation. Musk sostiene però che il beneficio prodotto dalle sue attività non passi soprattutto dagli assegni filantropici, bensì dalle auto elettriche di Tesla, dalla rete satellitare Starlink e dal dibattito politico offerto da X.


Il vantaggio delle regole fiscali

La contraddizione viene spiegata anche dal sistema statunitense, che consente di ridurre il carico fiscale attraverso le donazioni. Nel 2021 e nel 2022 Musk avrebbe trasferito alla propria fondazione azioni Tesla per circa 8 miliardi di dollari, proprio mentre vendeva quote e doveva affrontare imposte più elevate sulle plusvalenze.

Il meccanismo permette di calcolare la detrazione sul valore di mercato dei titoli donati, anziché sul prezzo originario di acquisto. Alla fine del 2024, le azioni risultavano registrate a bilancio per circa 5,7 milioni di dollari, mentre la loro quotazione complessiva era stimata in 14 miliardi.

La legge impone alle fondazioni di distribuire ogni anno almeno il 5% del patrimonio, concedendo un periodo aggiuntivo per recuperare eventuali ritardi. Secondo il New York Times, la Musk Foundation avrebbe rinviato per quattro anni consecutivi le erogazioni richieste; alla fine del 2024 il conto accumulato sarebbe arrivato a 400 milioni di dollari.

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Beneficenza dentro la sua rete

Tra il 2020 e il 2024 la fondazione ha distribuito circa 1 miliardo di dollari. Più del 10% sarebbe stato trasferito a Fidelity Charitable e Vanguard Charitable, strutture che amministrano i cosiddetti DAF, strumenti attraverso i quali il beneficio fiscale scatta prima che il denaro raggiunga effettivamente i destinatari finali.

I dati della dichiarazione dei redditi del 2024 indicano inoltre che il 58% delle somme erogate è finito a The Foundation, ente guidato da Jared Birchall, responsabile dell’ufficio familiare di Musk. Le due organizzazioni condividono l’indirizzo e The Foundation non possiede nemmeno un sito internet; il suo progetto principale riguarda la costruzione di scuole dedicate alle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche.

Birchall fa parte anche del ristretto gruppo che amministra la Musk Foundation, insieme allo stesso Musk e all’assistente Matilda Simon. Il team conta appena tre persone e ciascuna vi dedica mediamente due ore alla settimana. L’organizzazione, inoltre, non valuta normalmente le richieste spontanee di finanziamento, rendendo più facile l’accesso a chi ha già un collegamento con la famiglia o con la sua rete.

Tra i progetti sostenuti figura Ad Astra, scuola privata aperta vicino alla vecchia sede californiana di SpaceX, con meno di 50 studenti, inclusi alcuni figli di Musk. L’istituto è stato chiuso, ma ne è prevista una nuova sede in Texas, dove l’azienda ha trasferito il proprio quartier generale.

Altri versamenti hanno seguito legami personali o territoriali. Nel 2021, 55 milioni di dollari sono stati destinati a un ospedale pediatrico sostenuto nella raccolta da Jared Isaacman, poi finanziatore e partecipante a una missione di SpaceX prima della nomina alla guida della Nasa da parte di Trump. Somme inferiori hanno raggiunto enti della zona texana di Boca Chica, interessata dalla caduta dei detriti del razzo Starship SN11 nel 2021, mentre 2,1 milioni sono andati allo Scroll Prize, gara per decifrare i papiri di Ercolano, vinta anche da Luke Farritor, ingegnere associato alla commissione Doge.

Le operazioni risultano legali, ma sollevano interrogativi sull’uso della fondazione. L’Economist ha osservato che l’uomo più ricco del mondo sembra guardare con disprezzo alla beneficenza; le dichiarazioni disponibili, analizzate anche dal New York Times e da Bloomberg, mostrano infatti una distanza marcata tra l’enorme patrimonio dell’ente e la trasparenza sulle sue scelte.

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