Starlink rallenta in Ucraina: Musk accusa Washington e sfida Zelensky
Il disservizio ha ostacolato droni e difesa aerea, mentre il fondatore di SpaceX torna ad attaccare il presidente ucraino e ne chiede l’uscita di scena.
Il problema più urgente per Kiev non è soltanto lo scontro politico tra Elon Musk e Volodymyr Zelensky: le restrizioni alla rete satellitare hanno complicato l’impiego dei droni e le attività di difesa contro gli attacchi russi. Musk, però, respinge ogni responsabilità diretta e attribuisce le limitazioni al governo degli Stati Uniti.
Nel frattempo, il fondatore di Tesla ha rilanciato su X un messaggio fortemente critico verso il presidente ucraino, sostenendo che la guerra prosegua anche per il timore di Zelensky di affrontare nuove elezioni. La sua conclusione è stata netta: «È ora che Zelensky se ne vada».
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La rete militare finisce nel caso politico
Secondo quanto riferito da una fonte del ministero della Difesa e da un esponente dell’apparato militare a Reuters, il rallentamento della connessione ha ridotto la capacità ucraina di colpire obiettivi russi e di contrastare i droni nemici con apparecchi intercettori. Beskrestnov ha parlato di una soglia fissata da SpaceX a 160 chilometri orari, mentre alcune unità avrebbero perso il collegamento già a velocità inferiori alla metà di quel limite.
Kiev sta cercando spiegazioni attraverso contatti con SpaceX, le autorità statunitensi e la NATO. La richiesta arriva dopo che l’Ucraina aveva segnalato restrizioni improvvise nell’uso della rete, con conseguenze anche sulla difesa antiaerea della capitale. Zelensky ha chiesto il ripristino del servizio, definendo l’interruzione un «grave errore» e avvertendo che, se gli attacchi continueranno senza Starlink, «delle persone moriranno».
Musk ha invece distinto tra il servizio civile Starlink e la piattaforma militare Starshield. In un messaggio pubblicato su X ha spiegato che quest’ultima appartiene alle autorità americane ed è gestita da loro: eventuali limiti alla velocità o all’impiego, secondo l’imprenditore, dipenderebbero quindi dalle decisioni dell’esercito statunitense e, in ultima istanza, dal presidente degli Stati Uniti.
Musk riapre il fronte con Zelensky
L’intervento è arrivato in risposta a un messaggio dell’ex ministro della Difesa ucraino, che aveva ringraziato Musk per un presunto miglioramento della connessione Starlink. Poco prima, il fondatore di SpaceX aveva condiviso anche una ricostruzione secondo cui la sua azienda non avrebbe un obbligo formale di sostenere l’Ucraina e sarebbe intervenuta quando i governi esitavano.
Lo stesso contenuto sottolineava la differenza tra Starlink e Starshield: il primo sarebbe destinato soprattutto agli utenti civili, mentre il secondo sarebbe sottoposto al controllo del governo statunitense e utilizzato dalle forze ucraine per le comunicazioni sul fronte.
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Musk ha poi rilanciato un video di Zelensky accompagnandolo con un’accusa precisa: il presidente, secondo la tesi condivisa, avrebbe interesse a evitare la fine del conflitto e il ritorno alle urne perché rischierebbe un’inchiesta e un processo in caso di sconfitta. Nel messaggio venivano citati anche diversi ex presidenti ucraini, con vicende giudiziarie differenti e accuse, in alcuni casi, legate a presunti rapporti con la Russia.
L’argomento, tuttavia, si scontra con una proposta avanzata dallo stesso Zelensky pochi giorni prima: un cessate il fuoco di 60 giorni per consentire lo svolgimento delle elezioni presidenziali. Il dettaglio era stato richiamato anche dalle annotazioni presenti su X.
La pressione americana sulla guerra
Il caso Starlink si inserisce in una fase di forte tensione tra Washington e Kiev. L’amministrazione di Donald Trump, impegnata a fronteggiare una crisi energetica a poche settimane dalle elezioni di metà mandato, ha chiesto all’Ucraina di fermare gli attacchi contro le infrastrutture petrolifere russe e ha annunciato parallelamente un’intesa con Mosca per la fornitura di gasolio.
Un alto funzionario ucraino, rimasto anonimo, ha dichiarato mercoledì 14 ottobre all’agenzia France Presse che gli Stati Uniti avrebbero minacciato di interrompere la condivisione di informazioni riservate se Kiev non avesse fermato le operazioni contro le raffinerie russe.
Zelensky ha contestato anche l’atteggiamento di Trump in un’intervista televisiva, il cui filmato è stato condiviso da Musk. Ha detto di considerare doloroso vedere il presidente americano schierato da una parte, pur riconoscendogli il diritto di svolgere un ruolo di mediazione tra Ucraina e Russia.
Sul possibile cambio di leadership evocato da Trump, Zelensky ha risposto che la scelta appartiene agli ucraini. Ha aggiunto che né Trump né Musk, né qualunque altra persona al mondo, possono decidere chi debba guidare un altro Paese.
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