Musetti ritrova il sorriso a Lione: il ruolo decisivo del cognato
Il successo interrompe una lunga serie negativa e premia il nuovo equilibrio costruito da Musetti con Gianluca Mager e Simone Tartarini.
La scelta di inserire Gianluca Mager nella propria squadra aveva sollevato dubbi e alimentato commenti, ma il trionfo di Lorenzo Musetti a Lione sembra aver dato una risposta concreta ai suoi critici. Il tennista carrarino ha ritrovato fiducia, continuità e il piacere di vincere un torneo dopo un periodo segnato da difficoltà fisiche e risultati deludenti.
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Il cognato ha convinto sul campo
Mager, ex professionista con un miglior piazzamento al numero 62 della classifica mondiale, ha chiuso da poco la sua carriera. Il suo ingresso nel gruppo di lavoro di Musetti è avvenuto accanto alla guida storica di Simone Tartarini, senza sostituirne il ruolo.
Dopo il successo francese, Musetti ha spiegato che l’arrivo del cognato era stato discreto ma aveva prodotto rapidamente effetti positivi. La sua presenza ha offerto al giocatore un interlocutore capace di confrontarsi con lui anche da una prospettiva tecnica e personale maturata direttamente sul circuito.
Il rapporto tra i due, del resto, nasce da lontano. Prima di diventare parenti erano già amici e compagni di squadra in Serie A, dove avevano conquistato insieme uno scudetto. Mager era inoltre presente quando Musetti ottenne a La Spezia il primo punto della carriera nel circuito ATP, in un torneo organizzato da Tartarini.
Una vittoria che chiude il conto
Il titolo di Lione ha interrotto un’attesa cominciata nell’ottobre 2022, quando Musetti aveva vinto a Napoli contro Matteo Berrettini. Da quel momento il carrarino aveva disputato sette finali senza riuscire a conquistarne una, mentre il 2026 era partito tra numerosi problemi fisici.
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Per questo il successo non rappresenta soltanto un trofeo. Musetti ha indicato nella ricerca di maggiore serenità una delle ragioni che lo hanno spinto a coinvolgere Mager, nonostante le critiche di chi temeva una scelta legata alla comodità dei rapporti familiari.
«Molti hanno criticato questa decisione, parlando di una zona di comfort, ma era ciò che cercavo e di cui avevo bisogno», ha raccontato il tennista. La nuova collaborazione, ha aggiunto, è ancora agli inizi, ma l’energia condivisa con Mager e il coordinamento di Tartarini potrebbero costruire una base solida.
A rendere pubblico il legame tra i componenti del gruppo è stata anche Veronica Confalonieri, compagna di Musetti e sorella della moglie di Mager. Dopo la finale, ha pubblicato su Instagram un filmato dell’abbraccio tra il tennista e il cognato, accompagnandolo con il messaggio «L’unione fa la forza» e il riferimento alla famiglia.
Veronica e Musetti hanno due figli, Ludovico e Leandro. La loro storia personale si intreccia così con quella professionale di una squadra che, almeno a Lione, ha trovato un equilibrio capace di restituire al giocatore il successo che mancava da oltre quattro anni.
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