Mosca dietro tutto? La replica dell’ambasciata sulle proteste
La rappresentanza diplomatica russa respinge le accuse legate ai disordini di Milano e ironizza sulla facilità con cui ogni emergenza viene attribuita a Mosca.
«I giovani sono scontenti, i prezzi aumentano, nelle strade scoppiano disordini, i camion non circolano?». Con questa sequenza di esempi l’ambasciata russa in Italia contesta la tendenza ad associare a Mosca problemi molto diversi tra loro.
Nel messaggio pubblicato sul proprio canale Telegram, la rappresentanza diplomatica indica hacker, agenti dei servizi russi e cittadini con passaporto russo come bersagli ricorrenti delle accuse. La domanda conclusiva è volutamente polemica: «Cosa c'è di più facile che dare la colpa di tutto agli hacker russi, agli agenti russi o a chiunque abbia un passaporto russo e continui per strane ragioni a visitare l'Italia?»
GioiaPura
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L’ironia dell’ambasciata sulle accuse
Secondo la sede diplomatica, il richiamo alla cosiddetta “mano di Mosca” sarebbe diventato uno strumento buono per ogni circostanza controversa. L’ambasciata lo definisce «un passe-partout tutto italiano per qualsiasi questione scomoda», prendendo così di mira il modo in cui vengono formulate alcune contestazioni.
Il riferimento riguarda anche le violenze avvenute durante le proteste a Milano. La posizione espressa nel messaggio è netta: la rappresentanza russa nega che la nazionalità, l’attività informatica o presunti collegamenti con Mosca possano essere utilizzati come spiegazione automatica di disordini e difficoltà interne.
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Nel mirino finiscono anche i disordini
La presa di posizione arriva proprio nel contesto delle accuse relative agli episodi di piazza registrati nel capoluogo lombardo. L’ambasciata non entra nel dettaglio dei singoli fatti, ma reagisce alla possibilità che dietro quelle violenze venga cercata una regia russa.
Nel suo intervento, la rappresentanza amplia il discorso ad altri problemi citando il malcontento dei giovani, il rincaro dei prezzi e il blocco della circolazione dei camion. L’obiettivo dichiarato è mettere in discussione l’idea che fenomeni sociali ed economici differenti possano essere ricondotti, senza ulteriori elementi, a un’unica responsabilità esterna.
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