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Attualità 1 min di lettura6 giorni fa

Milei all’attacco dell’Onu: «inutile» e complice del caos globale

All’Assemblea generale, il presidente argentino ha accusato l’organizzazione di aver fallito su pace, diritti umani e conflitti in Africa, puntando il dito anche contro il suo atteggiamento verso Israele.

Javier Milei ha scelto il palco dell’Onu per un duro j'accusa all'organizzazione internazionale, descritta come incapace di garantire sicurezza e pace. Nel suo intervento all’Assemblea generale, il presidente argentino ha sostenuto che l’ente sia diventato un apparato che alimenta privilegi e non soluzioni.


L’accusa più dura di Milei

Nel suo discorso, Milei ha liquidato l’Onu come un organismo “inutile” e ha sostenuto che, invece di difendere i diritti umani, avrebbe tollerato il disordine e le dittature. Ha parlato anche di genocidi in Africa, chiamando in causa direttamente i limiti dell’azione internazionale.

Il presidente argentino ha poi allargato il bersaglio a chi, a suo dire, si presenta come difensore dei diritti ma finisce per proteggere una “casta di parassiti arroganti”. È stata una delle prese di posizione più dure espresse dal leader sudamericano davanti all’Assemblea generale.

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Israele e terrorismo nel suo intervento

Un altro passaggio centrale del discorso ha riguardato Israele. Milei ha affermato che l’Onu avrebbe votato con costanza contro lo Stato ebraico, restando invece in silenzio davanti al terrorismo islamico e al genocidio dei cristiani.

Le sue parole sono arrivate nel corso della sessione plenaria delle Nazioni Unite, senza aperture o toni concilianti. Il presidente argentino ha così usato il suo intervento per contestare non solo l’efficacia dell’istituzione, ma anche le sue priorità politiche e morali.

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