Milano, due piazze dopo gli scontri: la Cgil riempie, FnV resta ai margini
A pochi giorni dalle tensioni del fine settimana, il confronto tra il raduno sindacale in piazza della Scala e quello di Futuro Nazionale in via Torino evidenzia una netta differenza di partecipazione.
La distanza tra le due iniziative milanesi non si misura soltanto in meno di un chilometro, ma soprattutto nel numero dei partecipanti. Mentre piazza della Scala ha raccolto esponenti sindacali, rappresentanti politici e amministratori, l’appuntamento organizzato da Futuro Nazionale in via Torino si è fermato a circa quaranta persone, una ventina escludendo i giornalisti.
Nel capoluogo lombardo le mobilitazioni sono tornate a pochi giorni dagli scontri e dai danneggiamenti dello scorso fine settimana. Il sindaco Beppe Sala, intervenuto alla manifestazione della Cgil, ha indicato come priorità «riprendere il controllo della città», aggiungendo che il passaggio successivo dovrà essere la riapertura del dialogo.
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Via Torino senza Vannacci e senza folla
Il presidio promosso da Futuro Nazionale si è svolto alle 18 in una delle strade colpite dai saccheggi e dagli scontri con le forze dell’ordine. Roberto Vannacci non era presente perché impegnato a Bruxelles; a rappresentarlo è arrivato un esponente del partito, mentre il numero ridotto di partecipanti ha dato all’iniziativa un peso soprattutto politico.
Tra gli intervenuti c’era Luca Bernardo, già candidato sindaco del centrodestra e oggi consigliere di Futuro Nazionale. Il medico ha condannato i giovani responsabili dei danneggiamenti e ha espresso vicinanza a negozianti, agenti e cittadini che continuano a lavorare senza prendere parte alle proteste. Sul decreto sicurezza, Bernardo ha sostenuto che l’inasprimento delle norme può accendere l’attenzione sul problema, ma ha indicato nella certezza della pena e negli interventi sociali nei quartieri più difficili gli strumenti necessari per favorire l’integrazione.
La piazza della Cgil rilancia il dialogo
Molto più ampia la partecipazione all’iniziativa convocata dalla Cgil in piazza della Scala e sostenuta anche da Anpi e Arci. Presenti le bandiere del Partito democratico e del Movimento 5 stelle, insieme a diversi esponenti dell’amministrazione comunale e a possibili candidati alla successione di Sala, tra cui Mario Calabresi e Pierfrancesco Majorino.
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Per Luca Stanzione, segretario generale della Cgil Milano, la manifestazione voleva contestare la lettura della destra sugli eventi recenti e riportare al centro il disagio delle nuove generazioni. «Questa è la piazza della speranza», ha affermato, giudicando parziale e insufficiente la risposta dell’esecutivo e ricordando che il sindacato aveva già segnalato la carenza di 250 poliziotti a Milano.
Sala ha attribuito la responsabilità di quanto accaduto all’intera società e ha sostenuto che, dopo il ripristino della sicurezza, sarà indispensabile ricostruire un confronto con i giovani. Secondo i dati citati dal sindaco, soltanto il 20% dei fermati è residente a Milano e un ulteriore 20% è straniero.
Scontro sulle risposte del governo
Il dibattito si è concentrato anche sull’annuncio dell’invio di 500 parà. Majorino ha definito quella scelta inadeguata: a suo giudizio servono controlli di polizia e una linea ferma contro la violenza, non presìdi militari. Il capogruppo del Partito democratico in Regione Lombardia ha inoltre accusato il governo di sfruttare gli episodi per criminalizzare posizioni e voci diverse.
Le due iniziative hanno così proposto letture opposte dello stesso problema. Futuro Nazionale ha messo in primo piano la tutela degli esercenti e il sostegno alle forze dell’ordine; la Cgil ha invece insistito sulle responsabilità sociali, sulla mancanza di prospettive e sulla necessità di affiancare alla sicurezza un percorso di confronto.
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