14.000Lettori online ora
Attualità 1 min di lettura30 set

Migranti negli Usa, il via libera che riapre i trasferimenti in Paesi terzi

La Corte Suprema sospende i paletti fissati da un giudice federale e consente temporaneamente all’amministrazione Trump di riprendere le espulsioni verso Stati diversi da quelli d’origine.

La politica statunitense sui rimpatri subisce una nuova svolta: l’amministrazione Trump può tornare a trasferire alcuni migranti verso Paesi diversi da quelli di provenienza. La decisione della Corte Suprema è arrivata in via d’emergenza e resta provvisoria, in attesa dell’esame completo della controversia previsto a dicembre.


Sospesi i limiti fissati a Boston

I giudici hanno congelato le restrizioni stabilite da un tribunale federale di Boston. Quei vincoli impedivano, almeno temporaneamente, di procedere con l’invio dei migranti in Stati terzi, cioè Paesi che non coincidono con quello d’origine.

La sospensione è stata concessa dopo la richiesta presentata dal Dipartimento di Giustizia. Con questo passaggio, la Corte Suprema consente all’esecutivo di riprendere i trasferimenti mentre il contenzioso prosegue davanti ai giudici.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


La decisione definitiva arriverà a dicembre

Il provvedimento non chiude la disputa sul merito della politica di espulsione. La Corte Suprema dovrà infatti esaminare più avanti la legittimità dei trasferimenti verso Paesi terzi e valutare in modo definitivo i limiti imposti all’amministrazione.

Fino a quel momento, il blocco deciso dal tribunale federale resta sospeso. L’amministrazione Trump dispone così di un margine operativo più ampio, ma l’esito finale della questione rimane ancora aperto.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere