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Attualità 2 min di lettura3 ore fa

Metal detector a scuola: cosa è successo nel liceo di Roma

Dopo minacce anonime su una possibile sparatoria, la Questura ha controllato ingressi e persone al liceo Amaldi: nessuna criticità rilevata.

Nessun oggetto pericoloso è stato trovato, ma per entrare al liceo Edoardo Amaldi di Torre Gaia, a Roma, studenti e docenti sono stati sottoposti a controlli con metal detector. L’intervento, svolto nella mattina di giovedì 1 ottobre, è nato da una segnalazione relativa a una possibile sparatoria nell’istituto.


Il controllo non rileva minacce

Le verifiche si sono concentrate all’esterno e presso gli accessi delle due sedi scolastiche. Gli agenti del VI Distretto Casilino hanno operato insieme agli equipaggi dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, in un contesto descritto come collaborativo con ragazzi e insegnanti.

La Questura di Roma ha riferito che l’attività ha consentito di escludere il pericolo indicato e di permettere il regolare ingresso a scuola. Durante le operazioni non sono emerse situazioni problematiche né sono stati individuati oggetti metallici potenzialmente collegati a episodi di violenza.


Le minacce diffuse online

La scelta di rafforzare i controlli è stata presa dalla dirigente scolastica dopo la comparsa, sulla pagina Instagram del liceo, di messaggi anonimi che prospettavano una sparatoria. L’intervento è stato disposto dalla Questura d’intesa con il prefetto Lamberto Giannini.

A pesare sul clima di allarme è stato anche un episodio avvenuto il 18 settembre alla scuola Verga di Centocelle. Durante le lezioni, un ragazzo di 13 anni aveva colpito una docente con tre coltellate e le aveva poi spruzzato addosso uno spray urticante.

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La protesta degli studenti

La misura non è stata accolta da tutti come la risposta più adeguata. Simone Montori, coordinatore della Rete degli Studenti Medi del Lazio, ha definito semplicistica l’idea di affidare la sicurezza scolastica alla presenza della polizia e ai metal detector, sostenendo che gli istituti debbano restare luoghi di formazione e non diventare caserme.

Secondo Montori, servirebbero strumenti in grado di proteggere studenti e personale senza trasformare la vita scolastica in un’esperienza dominata dal controllo e dalla paura. La discussione riguarda quindi il confine tra prevenzione e normalità all’interno degli istituti.


La direttiva entrata in vigore

Quello dell’Amaldi è il primo intervento nella Capitale realizzato sulla base della direttiva congiunta firmata nel gennaio 2026 dal Ministro dell’Interno e dal Ministro dell’Istruzione e del Merito. Il documento punta a contrastare la violenza nelle scuole e a rendere più sicuri gli spazi dedicati all’educazione.

Le indicazioni prevedono controlli mirati per prevenire bullismo, spaccio di droga e introduzione di armi. L’impiego dei metal detector può essere richiesto nei casi considerati più delicati, come avvenuto al liceo di Torre Gaia dopo la segnalazione ricevuta dalla dirigente.

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