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Attualità 1 min di lettura22 min fa

Meta, il conto della privacy arriva a 25 miliardi: cosa succede ora

Il Nuovo Messico ha ottenuto una maxi-condanna contro la società, ritenuta responsabile di oltre 43 milioni di violazioni a danno dei consumatori.

Meta dovrebbe impugnare la decisione con cui un tribunale del Nuovo Messico le ha imposto un pagamento da 25 miliardi di dollari. Il procedimento, portato avanti autonomamente dallo Stato, potrebbe quindi approdare a un nuovo grado di giudizio.

Il procuratore generale Raúl Torrez ha celebrato l’esito del processo definendo la sanzione «una delle più ingenti, se non la più ingente, condanna statale contro un’azienda nella storia americana».

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Una causa separata dagli altri Stati

Il Nuovo Messico ha scelto di proseguire la propria azione legale senza aderire all’intesa raggiunta da altri 48 Stati con Meta. La controversia riguarda il modo in cui la società avrebbe informato gli utenti sulle garanzie relative ai dati personali e sul controllo dei contenuti pubblicati su Facebook.

La somma stabilita dal giudice arriva dopo una precedente pronuncia della giuria, risalente a settembre. In quella fase, i giurati avevano attribuito all’azienda più di 43 milioni di violazioni delle norme statali a tutela dei consumatori.

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Il legame con Cambridge Analytica

Al centro del caso c’è anche lo scandalo Cambridge Analytica, legato alla raccolta dei dati degli utenti e al loro impiego per attività di pubblicità politica durante le elezioni del 2016. Secondo l’impostazione dell’accusa, quelle vicende hanno contribuito a dimostrare la gravità delle condotte contestate alla piattaforma.

La condanna non riguarda soltanto la gestione delle informazioni personali, ma anche le comunicazioni rivolte agli iscritti e le pratiche di moderazione dei contenuti. Il giudice ha stabilito l’importo dopo che la giuria aveva riconosciuto la responsabilità di Meta rispetto alle numerose infrazioni previste dalla legislazione del Nuovo Messico.

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