Tesla e SpaceX insieme? La scommessa da 3.600 miliardi di Musk
La possibile fusione riunirebbe auto elettriche, razzi, satelliti e intelligenza artificiale, ma aprirebbe interrogativi su debiti, controlli e rischi per gli investitori.
La possibile unione tra Tesla e SpaceX non riguarda soltanto il futuro dell’impero di Elon Musk: potrebbe cambiare anche il profilo di milioni di portafogli che includono, direttamente o tramite fondi, azioni del gruppo automobilistico. Al centro della discussione ci sono una valutazione complessiva stimata in 3.600 miliardi di dollari e un rafforzamento del potere decisionale del multimiliardario.
Musk ha giudicato il progetto una buona idea e ha promosso la formazione di comitati indipendenti incaricati di esaminare l’operazione. Non siede nei gruppi di lavoro, perché il suo ruolo in entrambe le società determina un evidente conflitto di interessi.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura
Il nodo del controllo resta centrale
La fusione porterebbe sotto lo stesso tetto le automobili elettriche, la robotica e i sistemi di guida autonoma di Tesla, insieme ai lanci spaziali e ai servizi satellitari di SpaceX. Il nuovo gruppo avrebbe attività anche nel settore dell’intelligenza artificiale e conterebbe circa 155mila dipendenti.
Il tema più sensibile, però, riguarda la governance. Grazie alle azioni dotate di diritti di voto multipli, Musk controlla circa l’84% dei voti in SpaceX; la sua presa su Tesla è invece più limitata. Un’unica società potrebbe quindi aumentare ulteriormente la sua capacità di orientare le scelte strategiche, mentre gli investitori già si interrogano su quanto tempo e risorse riesca a dedicare a tutti i progetti che fanno capo a lui.
Ricavi enormi, ma cassa sotto pressione
Dopo la quotazione di giugno, SpaceX ha registrato nel terzo trimestre una forte accelerazione: i ricavi sono aumentati del 161%, arrivando a 14,6 miliardi di dollari. L’utile ha raggiunto quota 4,4 miliardi, oltre il doppio dei 2 miliardi attesi dagli analisti e in netto miglioramento rispetto alla perdita di 1,1 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente.
La crescita, tuttavia, procede insieme a un fabbisogno finanziario molto elevato. Gli investimenti hanno toccato 19,6 miliardi di dollari, contro i 18,4 miliardi del trimestre precedente, anche per sostenere i programmi spaziali e quelli sull’intelligenza artificiale. Secondo le stime disponibili, la società combinata potrebbe generare 153 miliardi di ricavi, ma presentare un flusso di cassa negativo di almeno 54 miliardi: per coprire il disavanzo servirebbero liquidità già disponibile, nuovo debito o ulteriori capitali.
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Prezzo, autorizzazioni e rischi per gli azionisti
Un passaggio decisivo sarà stabilire quanto valgano Tesla e SpaceX e quale rapporto venga utilizzato per convertire le azioni. Una valutazione ritenuta eccessiva per SpaceX, oppure il timore che Tesla debba sostenere costi e rischi sproporzionati, potrebbe penalizzare gli azionisti delle due società.
L’operazione dovrebbe inoltre ottenere il via libera delle autorità e il voto dei soci. Oltre agli Stati Uniti, sarebbero coinvolti organismi dell’Unione europea, del Regno Unito e della Cina. Il mercato cinese appare particolarmente delicato: nel 2025 Tesla vi avrebbe realizzato 21 miliardi di dollari di ricavi, pari a circa il 22% del totale, mentre SpaceX mantiene un ruolo importante come fornitrice della difesa statunitense.
L’effetto può arrivare ai fondi pensione
Le conseguenze non riguarderebbero soltanto chi possiede direttamente titoli Tesla o SpaceX. Tesla è inclusa in numerosi indici azionari e può quindi essere presente nei portafogli di fondi comuni, ETF, gestioni patrimoniali e strumenti destinati alla previdenza integrativa.
Per questi investitori, oltre alle oscillazioni del prezzo, il rischio sarebbe una maggiore concentrazione su un’unica realtà fortemente dipendente dalle decisioni di Musk. A pesare potrebbero essere anche le aspettative sull’intelligenza artificiale e l’intreccio con le politiche industriali e militari degli Stati Uniti.
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