Messi chiude un’epoca: gol e lacrime, mentre Ronaldo rilancia
A Buenos Aires il campione argentino ha salutato la Nazionale con la rete numero 126, in una serata segnata anche dal nuovo messaggio del rivale portoghese.
La notte di Lionel Messi ha avuto un significato ancora più forte per il contrasto con quanto accaduto contemporaneamente a Cristiano Ronaldo. Mentre Buenos Aires celebrava l’ultima presenza del suo capitano, il portoghese ha diffuso un messaggio per spiegare il caso che lo ha coinvolto con la Nazionale e ribadire la disponibilità a tornare dopo la squalifica.
Ronaldo non ha annunciato il ritiro dal Portogallo. Ha invece legato il proprio rientro all’assenza dell’attuale commissario tecnico, Jorge Jesus, accusato dal giocatore di non aver rispettato la parola data. «Io chiedo scusa per essermene andato, accetto le conseguenze del mio gesto e sono disponibile a tornare dopo la squalifica», ha scritto, aggiungendo di voler continuare a competere e vincere con la propria selezione se sarà in buone condizioni fisiche.
Due leggende, due saluti diversi
Nel suo intervento, Ronaldo ha richiamato anche i paragoni con Maradona e Pelé. Il messaggio è arrivato proprio mentre l’Argentina accompagnava Messi fuori dalla scena internazionale, alimentando il confronto tra due campioni che hanno segnato un’epoca con modalità molto differenti.
A Buenos Aires, invece, il numero 10 è rimasto al centro della celebrazione senza sovrapporsi alla squadra. Il suo addio è stato costruito attorno al rapporto con la maglia e con i tifosi, gli stessi che lo hanno sostenuto anche nei momenti più complicati della sua carriera.
Il Monumental si ferma per Messi
Il Monumental ha accolto l’ultima partita di Messi con l’Argentina davanti a un pubblico di oltre 80 mila persone. I biglietti erano terminati in quattro minuti e l’emozione del capitano si è vista già prima dell’ingresso in campo: le immagini lo hanno mostrato in lacrime sul pullman, mentre lo stadio aspettava il suo ultimo incontro con la Nazionale.
La gara contro il Benin, valida per la sua presenza numero 208, è iniziata in modo sorprendente. Messi ha avuto tre occasioni senza riuscire a segnare e il primo tempo si è chiuso sullo 0-0, nonostante l’attesa per l’ultima rete della sua lunga avventura argentina.
L’ultima rete arriva dal dischetto
La ripresa ha cambiato il volto della serata. Messi ha servito a Nicolas Otamendi il pallone dell’1-0, poi ha creato un’altra occasione per Nico Paz, giovane mancino del Como indicato tra i possibili eredi della maglia numero 10.
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Il gol personale è arrivato al 71° minuto. Dal dischetto, Messi ha battuto Marcel Dandjinou e ha firmato la rete numero 126 con l’Argentina: il portiere del Benin resterà così l’ultimo avversario a incassare un suo gol con la selezione.
Ventuno anni tra gioie e ferite
Il percorso era cominciato il 17 agosto 2005 contro l’Ungheria e si è concluso il 7 ottobre 2026 contro il Benin. In mezzo ci sono state critiche, finali perse e persino l’annuncio del ritiro nel 2016, dopo la terza finale consecutiva senza successo.
Messi ha poi cambiato decisione e ha guidato l’Argentina verso la Copa America del 2022 e soprattutto verso il trionfo mondiale dello stesso anno. Nel bilancio restano anche otto Palloni d’oro, oltre ai record per presenze, reti e assist con la Nazionale.
Il saluto di Leo ai tifosi
Dopo il fischio finale, Messi ha parlato davanti ai compagni commossi e al commissario tecnico Lionel Scaloni. Ha ricordato il padre, ha ringraziato chi lo ha accompagnato e ha spiegato quanto sia stato importante difendere quella maglia.
«Giocare nella nazionale argentina è la cosa più bella che ti possa succedere», ha detto, raccontando poi la tristezza per la fine e il desiderio di sostenere l’Argentina da tifoso. Il Monumental ha risposto con un lungo abbraccio collettivo: la sua ultima partita si è chiusa con una rete, ma soprattutto con la consapevolezza di assistere alla conclusione di una storia durata 21 anni.
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