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Attualità 2 min di lettura52 min fa

Mentana lascia La7: il 23 dicembre l’ultimo Tg, cosa succede ora

Il direttore del telegiornale chiuderà l’esperienza iniziata nel 2010: il contratto termina a fine anno, mentre resta incerto il suo prossimo incarico.

Il futuro di Enrico Mentana dopo La7 è ancora da definire, ma una certezza c’è già: il 23 dicembre terminerà la sua esperienza alla guida del telegiornale. L’annuncio è arrivato durante un premio giornalistico ad Alessandria, in un contesto lontano dai grandi studi televisivi e senza una lunga presentazione ufficiale.

Mentana ha spiegato che quella data coinciderà con il saluto finale al pubblico. Il suo accordo con l’emittente, che dirige dal 2010, arriverà infatti alla scadenza prevista e non verrà rinnovato.

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Il saluto dopo quattordici anni

«Il 23 dicembre saluterò i miei telespettatori, sarà il mio ultimo giorno alla conduzione del Tg de La7»: con queste parole il giornalista ha reso pubblica la decisione. La formula scelta conferma che non si tratta di una pausa temporanea, anche se non sono ancora emerse indicazioni sul suo prossimo progetto professionale.

L’addio arriva nonostante i segnali di apertura arrivati da Urbano Cairo. Presentando a Milano i palinsesti, l’editore aveva ribadito la stima nei confronti di Mentana e il legame personale costruito negli anni, lasciando intendere di essere favorevole alla sua permanenza. Il direttore, però, non ha modificato la propria posizione.


Una carriera costruita tra Rai e Mediaset

Prima di diventare il volto più identificabile di La7, Mentana ha attraversato alcune delle principali redazioni televisive italiane. Nel 1980 entrò nella redazione Esteri del Tg1, quindi si impose con diverse telecronache, compresa quella delle nozze tra Carlo e Diana, prima di assumere ruoli da inviato e conduttore.

Il percorso nella Rai proseguì con la nomina a vicedirettore del Tg2. Nel 1991 passò a Fininvest e l’anno successivo fondò il telegiornale di Canale 5, che diresse fino al 2004. A 37 anni divenne così il più giovane direttore del notiziario, prima dell’approdo a La7.

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Le critiche alla linea della rete

Negli ultimi mesi il giornalista aveva già manifestato perplessità sull’identità editoriale dell’emittente. A maggio, durante il Festival della Tv di Dogliani, aveva sostenuto che La7 stesse assumendo caratteristiche simili a quelle di Rai3, senza però disporre di canali equivalenti a Rai1 e Rai2.

Secondo la lettura espressa in quell’occasione, una parte dell’elettorato di centrodestra rischia di non riconoscersi nell’offerta della rete. Mentana aveva inoltre rilevato una distanza evidente tra gli ospiti pienamente a loro agio in studio e quelli che, al contrario, sembrano trovarsi in maggiore difficoltà.


La7 perde il suo volto più noto

L’uscita del direttore avrà un peso rilevante per l’emittente. Nel corso degli anni Mentana ha legato il proprio nome non soltanto al telegiornale, ma anche alle lunghe dirette dedicate alle elezioni e ai principali appuntamenti della politica italiana e internazionale.

Con la sua partenza, La7 rinuncerà dunque a una figura riconoscibile, autorevole e popolare. Resta aperta la domanda sul successore alla guida del Tg e, soprattutto, sul ruolo che Mentana sceglierà di assumere dopo il 23 dicembre.

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