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Attualità 2 min di lettura6 ore fa

Mauritius, l’inflazione rischia di sfondare il tetto: cosa può accadere ai tassi

La Banca di Mauritius teme che energia e alimentari mantengano i prezzi oltre il limite del 5%, mentre il tasso ufficiale resta fermo al 4,75%.

A Mauritius il conto della crisi energetica e delle tensioni in Medio Oriente potrebbe diventare più pesante nei prossimi mesi. La banca centrale ritiene infatti possibile che l’inflazione superi entro la fine dell’anno il limite massimo della fascia obiettivo, fissato al 5%, in un’economia esposta all’aumento dei costi delle importazioni.


Prezzi ancora sotto pressione

L’instabilità geopolitica continua a riflettersi soprattutto sui carburanti e sui prodotti alimentari. Il protrarsi del conflitto che coinvolge l’Iran ha contribuito a mantenere elevati i prezzi dell’energia e delle merci essenziali, aumentando il rischio che la dinamica inflazionistica esca dall’intervallo compreso tra il 2% e il 5%.

La situazione pesa in modo particolare su un Paese che dipende in larga misura dall’estero per l’approvvigionamento energetico e per una parte dei beni destinati ai consumi interni. Ad agosto l’istituto aveva già segnalato che i rischi per l’inflazione erano “fortemente orientati al rialzo”, confermando la preoccupazione per effetti che potrebbero protrarsi nel tempo.


Tassi fermi, ma la cautela resta

Nell’ultima riunione di politica monetaria, la Banca di Mauritius ha scelto di non modificare il tasso di riferimento, lasciandolo al 4,75%. La decisione riflette un’impostazione prudente: le prossime mosse saranno valutate sulla base dei dati e dell’evoluzione concreta delle pressioni sui prezzi.

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La governatrice Priscilla Muthoora Thakoor ha spiegato che il percorso dei tassi dipenderà soprattutto dalla durata dell’inflazione elevata e dall’impatto che il rincaro dell’energia e degli alimentari avrà sulle famiglie e sull’economia nazionale. Secondo la governatrice, sarà quindi decisivo capire se l’aumento dei costi resterà circoscritto o finirà per gravare più a lungo sull’attività interna.


Turismo e finanza fanno da argine

L’economia dell’isola continua a trovare sostegno nella buona tenuta del turismo e dei servizi finanziari. Questi comparti rappresentano un elemento di solidità in una fase caratterizzata da maggiore incertezza sui prezzi e sulle prospettive internazionali.

Resta tuttavia il problema dei beni acquistati all’estero. Per Mauritius, l’aumento delle quotazioni internazionali può trasferirsi più rapidamente sui prezzi interni proprio a causa della dipendenza da energia e prodotti di consumo importati, rendendo più complesso il compito della banca centrale.

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