Marsiglia, scuole nel caos: vertice urgente dopo le violenze
La protesta partita dagli istituti superiori raggiunge le università e provoca incendi, blocchi e arresti in diverse città francesi.
La mobilitazione studentesca in Francia entra in una fase di forte tensione: ieri 356 scuole sono state coinvolte, contro le 338 del giorno precedente, mentre 625 persone sono state arrestate. Il bilancio comprende anche 83 poliziotti e gendarmi feriti e 119 studenti o operatori scolastici rimasti contusi dall’inizio dei blocchi.
Parigi prepara la risposta politica
Di fronte all’ampliarsi delle proteste, Sébastien Lecornu ha convocato per le 13 un incontro interministeriale d’emergenza al ministero dell’Interno, nella capitale. Il capo del governo francese dovrà esaminare l’evoluzione dei blocchi e degli episodi violenti registrati in più centri del Paese.
La contestazione, nata nelle scuole superiori, riguarda soprattutto la sostituzione degli insegnanti assenti e il rafforzamento delle risorse destinate all’istruzione pubblica. Nel frattempo il ministro dell’Istruzione Edouard Geffray ha annunciato una piattaforma di confronto, aperta — ha spiegato — al contributo di tutti gli studenti delle scuole superiori, nel tentativo di contenere una protesta iniziata martedì.
Marsiglia al centro degli scontri
Gli episodi più gravi sono stati segnalati a Marsiglia. In una comunicazione diffusa dalla Région Paca, l’autorità regionale riferisce che il dirigente del Lycée Victor Hugo, il suo vice, la segretaria generale e un altro componente della squadra direttiva sarebbero stati aggrediti dentro l’istituto e cosparsi di benzina.
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Poco distante, davanti al Lycée Saint-Exupéry, un mezzo dei vigili del fuoco sarebbe stato circondato dagli studenti, depredato e successivamente dato alle fiamme. Nelle Bouches-du-Rhône la protesta ha interessato 40 scuole superiori, 18 delle quali risultano bloccate. A Nizza, invece, la prefettura ha disposto l’impiego di tre unità antisommossa nei pressi dei licei Parc-Impérial e Magnan dopo i disordini del giorno precedente; nel dipartimento gli arresti sono arrivati a 39, sei dei quali eseguiti durante la notte.
I blocchi arrivano nei campus
L’agitazione non riguarda più soltanto gli istituti superiori. Secondo il sindacato studentesco, circa 30 campus risultano occupati o inattivi a Parigi, Strasburgo, Marsiglia, Lione, Reims, Poitiers e Nanterre, mentre più di 300 scuole hanno sospeso le attività, soprattutto nelle città già interessate dagli scontri.
A Nantes un rogo ha interessato l’atrio del Lycée Nelson Mandela. A Tolosa, invece, diversi incendi sono scoppiati durante le manifestazioni: uno ha raggiunto i binari del tram, provocando ripercussioni sul servizio. I vigili del fuoco hanno spento le fiamme e la polizia antisommossa è stata schierata nell’area.
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