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Attualità 2 min di lettura13 ott

Mar Nero, due navi sotto attacco: una affonda vicino alla Bulgaria

Soccorsi tutti i 15 membri dell’equipaggio della Chelsea 3, mentre un secondo mercantile è affondato: Sofia chiede un’indagine e convoca l’ambasciatrice russa

Quindici persone sono state tratte in salvo dopo che la loro nave è stata raggiunta da tre droni al largo della Bulgaria. Nella stessa notte un secondo mercantile è stato colpito e poi è affondato: un solo membro dell’equipaggio è stato recuperato. Sofia ha informato NATO e Unione europea e prepara un incontro con la rappresentante diplomatica russa.

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La Chelsea 3 colpita da tre droni

Il primo allarme è arrivato all’1.30, quando la Chelsea 3 si trovava a 18 miglia nautiche a est di Byala. La nave, di proprietà ucraina, era registrata a Odesa e navigava con bandiera maltese. Secondo quanto riferito dai marittimi, tre droni aerei hanno centrato il ponte e una fiancata dell’imbarcazione.

A bordo c’erano 15 persone: sette cittadini ucraini e otto azeri. Tutti sono stati condotti al porto di Varna; cinque, ha precisato il primo ministro Roumen Radev, hanno ricevuto cure mediche. Il governo bulgaro ha definito l’episodio “assolutamente inaccettabile” per la vicinanza alle acque territoriali del Paese.


Un secondo mercantile è affondato

Durante una riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza, le autorità hanno ricevuto informazioni su un altro attacco. La seconda nave si trovava 17 miglia nautiche a est di Krapets quando è stata colpita ed è successivamente sprofondata; un componente dell’equipaggio è stato salvato.

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Radev ha spiegato che al momento non esistono elementi definitivi per attribuire l’azione a una delle due parti coinvolte nella guerra. Il premier ha però sostenuto che, sul piano degli interessi, l’esito dell’attacco favorisca la Federazione Russa, annunciando per oggi la convocazione dell’ambasciatrice russa.


Sofia chiede aiuto per le indagini

I rappresentanti permanenti della Bulgaria presso NATO e Unione europea sono già stati informati. Sofia intende ottenere sostegno per accertare da quale Paese provenissero i droni e per chiarire la dinamica dei due episodi.

Il governo ha inoltre chiesto assistenza per rafforzare il controllo dello spazio aereo e delle acque marittime, oltre che per migliorare la capacità di risposta. Radev ha ribadito che “non disponiamo di prove chiare e conclusive” sulla responsabilità degli attacchi, mentre gli accertamenti dovranno stabilire l’origine dei velivoli senza pilota.

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