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Manovra, il nodo è Bruxelles: 7-8 miliardi da trovare

Il Governo ha approvato il Documento programmatico di bilancio, ma la manovra resta legata alle risorse da reperire e alla risposta europea sulla clausola

La fisionomia della prossima manovra dipenderà soprattutto dal confronto con la Commissione europea. Da Bruxelles dovrà arrivare un orientamento decisivo sull’uso della clausola di salvaguardia, anche per finanziare eventuali sostegni diretti alle famiglie contro il caro-bollette.

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Aiuti e scelte ancora da definire

Sul tavolo restano diversi interventi: dalla riduzione dell’Irpef per il ceto medio ai bonus destinati alle spese sanitarie, passando per le misure a sostegno della natalità e gli aiuti sulle utenze. Le risorse disponibili, però, non consentono ancora di stabilire quale combinazione di provvedimenti potrà essere inserita nella legge di bilancio.

Un primo quadro dovrebbe emergere entro un paio di settimane, in vista dell’approdo del testo alla Camera intorno al 28 ottobre. Nel frattempo, il Governo dovrà affinare sia la strategia negoziale con l’Unione europea sia la ricerca delle entrate necessarie.


Banche, energia e giochi nel mirino

L’obiettivo per le coperture si aggira tra 7 e 8 miliardi di euro, una cifra pari a circa un terzo di quella prevista nella legge di bilancio approvata lo scorso anno. I margini ordinari sono ridotti, perché l’extradeficit consentito dalla clausola ammonta a 14,4 miliardi ogni anno, distribuiti in parti uguali tra energia e difesa.

Per finanziare le nuove misure si guarda così a più settori. Banche e assicurazioni potrebbero essere chiamate a versare un contributo: su questa ipotesi si è mostrato disponibile anche Antonio Tajani, dopo aver difeso la necessità di non rinunciare all’intervento sull’Irpef destinato ai redditi medi, con l’aliquota del 33% da applicare fino a 60mila euro invece che fino a 50mila.

Tra le possibili fonti di gettito figurano inoltre le imprese dell’energia e i concessionari del gioco. Per questi ultimi si valuta un incasso di un miliardo in due anni, collegato al prolungamento delle concessioni per scommesse, bingo e slot e alla gara del Gratta&Vinci prevista nel 2028. Giorgetti ha riassunto l’impostazione con il principio secondo cui «contribuiranno tutti quelli che possono farlo».

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Giorgetti vede nubi sui conti

Il ministro dell’Economia ha accompagnato il passaggio parlamentare con un richiamo alla prudenza. Alla Camera ha avvertito: «Si annunciano nuvoloni all’orizzonte», invitando a valutare con attenzione la solidità dei conti prima di assumere nuovi impegni di spesa.

Lo stesso atteggiamento ha segnato gli incontri nella maggioranza e il confronto nelle commissioni Bilancio. La scarsità di risorse ha reso più difficile escludere in partenza singole ipotesi di entrata, mentre il dibattito politico si è concentrato sulla necessità di trovare coperture senza ampliare il disavanzo oltre gli spazi già previsti.


Il documento passa il primo esame

Il Consiglio dei ministri ha intanto dato il via libera al Documento programmatico di bilancio, che dovrà essere trasmesso alla Commissione europea entro domani sera. L’approvazione consente di avviare formalmente l’iter del testo destinato all’esame delle istituzioni comunitarie.

La comunicazione diffusa dal Governo conferma gli obiettivi fissati nel Documento programmatico di finanza pubblica già votato dalle Camere, compresi i limiti alla crescita della spesa netta, sia con sia senza l’attivazione della clausola. La traiettoria resta dentro i tetti concordati con l’Unione europea e, oltre alle deroghe per energia e difesa, non lascia al momento ulteriore spazio per finanziare altre iniziative in deficit.

I dettagli numerici saranno disponibili con la trasmissione ufficiale e la pubblicazione del documento. Da quel momento si capirà meglio quanto spazio resterà per la manovra e quale sarà l’esito del negoziato sulla flessibilità concessa dall’Europa.

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