Luna, il conto alla rovescia dei reattori: Usa avanti su Russia e Cina
La Nasa vuole arrivare al lancio entro il 2030, mentre Mosca e Pechino guardano al 2036: la sfida energetica lunare porta con sé rischi ancora enormi.
La nuova competizione spaziale passa anche dall’energia nucleare. Gli Stati Uniti puntano a portare sulla Luna un reattore capace di affrontare il viaggio nello spazio e di lavorare a lungo senza interventi umani, mentre Russia e Cina preparano un progetto con orizzonte 2036.
Washington accelera sul progetto lunare
A fine agosto la Nasa ha chiesto alle imprese incaricate delle forniture di prepararsi alla costruzione del dispositivo. L’obiettivo indicato dall’agenzia statunitense è arrivare al lancio entro dicembre 2030, con una possibile installazione nei pressi del polo sud lunare.
Il reattore dovrebbe operare senza manutenzione in un ambiente particolarmente difficile. La richiesta non riguarda quindi soltanto la realizzazione dell’impianto, ma anche la sua capacità di resistere alla partenza dalla Terra, alla traversata spaziale e alle condizioni della superficie lunare.
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Russia e Cina fissano il 2036
Il calendario americano si colloca dentro una sfida più ampia. Mosca e Pechino stanno lavorando a un proprio reattore destinato alla Luna, con un traguardo fissato al 2036.
La distanza tra le due scadenze rende il progetto statunitense una corsa contro il tempo. Per gli scienziati, tuttavia, i rischi legati a una simile operazione sono enormi: il testo disponibile si interrompe prima di fornire ulteriori dettagli sulle criticità e sulle ragioni della fretta.
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