16.000Lettori online ora
Attualità 2 min di lettura49 min fa

Manovra, il nodo dei 29 miliardi: cosa arriva in Parlamento

Il Documento programmatico di finanza pubblica fissa crescita e deficit, mentre le Camere si preparano ad ascoltare sei istituzioni in quattro ore.

Il rispetto del limite europeo sul deficit dovrà essere valutato, secondo Giancarlo Giorgetti, al netto degli effetti della clausola di salvaguardia nazionale. Se le stime della Commissione europea nella primavera del 2027 confermeranno il quadro previsto, il Consiglio potrebbe inoltre archiviare la procedura per disavanzo eccessivo avviata nel 2024, sulla base dei risultati del 2026.


Il debito resta legato alla clausola

La richiesta di ricorrere alla clausola vale quasi 29 miliardi nel biennio 2027-2028. Per ciascun anno, lo 0,3% del Pil sarebbe destinato all’energia e un altro 0,3% alla difesa. L’attivazione era stata trasmessa a Bruxelles il 10 settembre.

Con questa impostazione, l’indebitamento netto raggiungerebbe il 3,4% del Pil nel 2027 e il 3,2% nel 2028, per poi ridursi al 2,3% nel 2029. Escludendo la clausola, i valori sarebbero invece pari al 2,8% e al 2,6% nei primi due anni. La componente per la difesa è stata ridimensionata rispetto alle ipotesi iniziali: ad agosto Giorgetti aveva parlato alla Camera dello 0,9% del Pil per questo capitolo e dello 0,6% per l’energia.


Crescita in rialzo, ma con rischi

Il Dpfp stima per il 2026 un aumento del prodotto interno lordo dell’1%, contro lo 0,6% previsto ad aprile nel precedente Documento di finanza pubblica. Nello stesso anno il disavanzo dovrebbe attestarsi al 2,9% del Pil, quindi al di sotto del parametro del 3%.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Sul quadro pesano però l’instabilità dello scenario internazionale e una discesa dei prezzi di petrolio e gas più lenta rispetto alle attese. In caso di condizioni energetiche meno favorevoli, la crescita perderebbe 0,2 punti nel 2027 e 0,1 nel 2028 rispetto alle stime di base. Presentando il documento, Giorgetti ha preannunciato per la legge di Bilancio un’impostazione «più prudente» rispetto agli annunci precedenti.


Sei audizioni, poi Giorgetti

Lunedì 12 ottobre le commissioni Bilancio di Camera e Senato ascolteranno sei interlocutori nell’arco di quattro ore. Dalle 14 saranno convocati Istat, Corte dei conti, Cnel, Banca d’Italia e Ufficio parlamentare di bilancio; alle 18 toccherà al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.

Le audizioni accompagneranno l’avvio dell’esame parlamentare del Documento programmatico di finanza pubblica. Il Consiglio dei ministri aveva approvato il Dpfp e la relazione collegata alla richiesta di scostamento di bilancio venerdì 2 ottobre; i testi sono stati trasmessi alle Camere nella notte seguente.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere