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Attualità 2 min di lettura40 min fa

Luce e gas, il bivio che pesa in bolletta: fisso o variabile

Tra rincari legati al mercato all’ingrosso, nuove offerte e sconti annunciati, ecco come confrontare davvero i contratti e valutare il possibile risparmio.

Chi oggi paga una tariffa variabile potrebbe, in teoria, ritrovarsi in futuro con un prezzo inferiore rispetto a chi ha scelto un contratto fisso. Le previsioni sui prossimi mesi, tuttavia, non indicano al momento una discesa dei costi: prima di cambiare fornitore conviene quindi controllare anche le eventuali penali previste in caso di uscita anticipata.

La durata protegge soltanto chi ha sottoscritto un’offerta a prezzo bloccato. In genere il valore concordato resta valido per 12 o 24 mesi, mentre le condizioni delle formule indicizzate seguono l’andamento del mercato.


Il mercato libero va confrontato bene

Nel mercato libero il confronto non dovrebbe fermarsi al prezzo della materia prima. Bisogna esaminare anche la quota per la commercializzazione, cioè le due componenti sulle quali il fornitore può incidere direttamente.

Le altre voci presenti in fattura non dipendono invece dalla società scelta. Con circa 700 operatori attivi, individuare l’offerta più adatta può essere complesso: le associazioni dei consumatori suggeriscono di utilizzare il Portale Offerte dell’Arera e di avere a disposizione una bolletta recente, indispensabile per verificare i consumi effettivi.


Sconti e promesse dividono i fornitori

Sul fronte delle offerte, Eni ha previsto da ottobre una riduzione del 30% sulle fatture di luce e gas per i clienti che aderiranno entro il 24 del mese attraverso Plenitude. Secondo le stime riportate, il beneficio potrebbe arrivare a circa 200 euro, ma l’importo reale dipenderà dai consumi e dalle condizioni applicate.

Enel e A2A hanno replicato sostenendo che le proprie proposte presentano già prezzi più contenuti. Da Praga, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha auspicato un contributo più ampio da parte degli operatori: «Spero che altri attori diano una mano». Anche Q8, dopo Eni e Ip, ha annunciato l’introduzione di un tetto al prezzo per benzina e diesel.

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Perché l’elettricità aumenta

Dal 1° ottobre il rincaro riguarda in particolare i circa 3 milioni di clienti vulnerabili ancora inseriti nel regime di maggior tutela. Per queste utenze le tariffe vengono aggiornate ogni tre mesi dall’Arera, sulla base dell’evoluzione dei prezzi dell’energia elettrica all’ingrosso in Italia.

L’aumento coinvolge anche gli utenti del Servizio a tutele graduali e, in generale, chi ha sottoscritto un contratto indicizzato. In queste formule il costo della materia prima è collegato al Prezzo unico nazionale, il Pun: quando questo indice cresce, tende a salire anche la spesa in bolletta.


Il dato che spinge i rincari

Il Pun medio era pari a 132,5 euro per megawattora a giugno, mentre a settembre ha raggiunto 207,5 euro. È questa variazione a spiegare la pressione sulle fatture dei clienti con prezzo variabile, anche se l’importo finale dipende dai consumi e dalle altre componenti della bolletta.

Chi sta valutando un cambio deve perciò mettere a confronto il costo complessivo, non soltanto la cifra pubblicizzata per l’energia. Vanno verificati durata, modalità di indicizzazione, costi di commercializzazione, consumi storici e condizioni applicate in caso di recesso.

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