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Attualità 3 min di lettura55 min fa

Librino alza lo sguardo: 5.000 sogni diventano la Porta di Pegaso

Nel quartiere catanese nasce un’opera collettiva con un cavallo alato e migliaia di manufatti creati da bambini e mamme attraverso un percorso tra arte, scuola e comunità.

Per Antonio Presti, il cambiamento di Librino passa soprattutto dalla possibilità di restituire valore alle persone, prima ancora che dall’aspetto degli spazi. La nuova opera del quartiere catanese nasce infatti da un percorso condiviso, nel quale bambini, famiglie, scuole e associazioni hanno trasformato pensieri e desideri in un segno destinato a restare.

«Da più di trent'anni condivido con Librino un cammino fatto di incontri, di ascolto e di bellezza», ha raccontato Presti durante l’inaugurazione. L’artista ha descritto il progetto come un modo per aiutare il quartiere a guardare al proprio futuro con una prospettiva diversa, attraverso la partecipazione e la consapevolezza.

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Un cavallo per cambiare simbolo

Al centro dell’installazione si trova “Pegaso - Il Cavallo Alato”, ideato da Antonello Bonanno Conti. La scultura, realizzata in acciaio inox specchiante, riflette il cielo, gli edifici circostanti e i volti di chi la osserva, modificando la propria immagine secondo la luce e il momento della giornata.

Il soggetto scelto dialoga con l’immaginario di Catania, dove il cavallo è spesso legato al lavoro, alle corse clandestine, allo sfruttamento e alla tradizione della carne equina. L’opera prova a rovesciare questi significati: l’animale non è più costretto a trainare un peso, ma riceve ali e diventa il simbolo della libertà di immaginare un’altra vita.


Cinquemila tessere, una storia comune

La “Porta di Pegaso” è composta da 5.000 manufatti in terracotta realizzati dai bambini di Librino insieme alle loro madri. Il lavoro è stato sviluppato durante laboratori artistici ed educativi che hanno coinvolto tutte le scuole del quartiere.

Ogni elemento raccoglie un pensiero, un desiderio o un frammento di esperienza e, unito agli altri, compone un racconto condiviso. Per Presti, il significato dell’opera non si esaurisce nella scultura visibile: conta anche il cammino compiuto dalle famiglie e dagli alunni, che hanno lavorato fianco a fianco trasformando la creazione in patrimonio collettivo.

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La festa coinvolge tutto il quartiere

L’inaugurazione si è svolta nello slargo davanti all’Istituto comprensivo Campanella Sturzo, in viale Bummacaro, alla presenza di istituzioni, residenti, insegnanti e associazioni. Il quartiere ha accolto l’evento con una giornata dedicata alla musica, alla poesia e agli interventi dei bambini.

Ad aprire la cerimonia sono state le voci del Piccolo Coro Santa Maria dell’Idria di Viagrande. Gli alunni delle scuole di Librino hanno poi partecipato con canti, poesie e rappresentazioni dedicate al cavallo, alle sue ali e al desiderio di libertà; genitori, dirigenti scolastici e docenti hanno accompagnato il percorso.


L’arte entra nella vita quotidiana

L’iniziativa rientra nella Triennale della Contemporaneità promossa dalla Regione Siciliana, con il sostegno del fondo di beneficenza di Intesa Sanpaolo. La Fondazione Antonio Presti ha donato l’opera alla collettività, inserendola in un programma più ampio di rigenerazione urbana e culturale.

Anche i dettagli della giornata hanno mostrato il coinvolgimento degli abitanti. Un bar vicino alla scuola, normalmente chiamato “Il Catorcino”, per l’occasione ha assunto il nome di “Coffee Bar dei Sogni”. Il blu, colore scelto per accompagnare l’evento e associato all’infinito, alla libertà e alla fantasia, ha così superato i confini dell’installazione per diventare il tratto comune di strade, scuole e luoghi d’incontro.

«Le armi più potenti che possiamo consegnare ai nostri ragazzi sono il sapere e i sogni», ha affermato Presti. Nella sua lettura, la conoscenza offre consapevolezza mentre l’immaginazione permette di concepire ciò che ancora non esiste: due strumenti che il progetto di Librino prova a mettere nelle mani delle nuove generazioni.

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