Leopolda, la mossa di Renzi: Calabresi può correre per Milano
L’ex direttore affronta il nodo sicurezza e chiede alla sinistra di ascoltare gli elettori, mentre Italia Viva apre alla sua candidatura per il dopo-Sala.
La sicurezza sarà uno dei terreni decisivi per il centrosinistra milanese, ma alla Leopolda è emerso anche un possibile nome per la successione a Beppe Sala. Mario Calabresi ha parlato delle sue idee per la città e Matteo Renzi ha manifestato apertamente il proprio sostegno alla sua eventuale candidatura.
Calabresi cambia il tono sulla sicurezza
Secondo Calabresi, il problema della sicurezza non può essere ignorato, ma nemmeno trasformato in una gara ad alimentare l’allarme. L’ex direttore di Repubblica e della Stampa ha accusato il centrodestra di esasperare le paure, ricordando però che chi vive nelle città ha bisogno di risposte concrete.
Nel suo intervento ha anche respinto l’idea che la soluzione possa consistere nelle ronde. Il punto, a suo avviso, è riconoscere il disagio senza liquidarlo e senza assumere un atteggiamento paternalistico verso chi lo esprime: «Se la gente dice che ha paura e si sente insicura non si può dire “ti spiego io, stai sbagliando”». Per Calabresi, la sinistra dovrebbe partire dall’ascolto e poi proporre una strada diversa.
Renzi apre la partita milanese
È in questo contesto che Renzi ha indicato Calabresi come possibile candidato del centrosinistra a Milano. «Mario Calabresi lo vedrei benissimo come sindaco di Milano», ha detto alla Leopolda, offrendo il primo appoggio esplicito nell’area progressista alla disponibilità già espressa dall’ex direttore nelle settimane precedenti.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
La successione a Sala, tuttavia, resta ancora priva di un nome condiviso e non è stato definito neppure il percorso per eventuali primarie. Renzi ha inoltre replicato a Giuseppe Conte, che aveva chiesto a Elly Schlein di garantire per Italia Viva nel cosiddetto campo largo. Il leader di Italia Viva ha sostenuto che l’alleanza debba fondarsi su obiettivi e regole comuni, non sui rapporti personali: «Non ho bisogno di dare garanzie, ho bisogno di portare voti in una scommessa che abbia chiari i paletti per tutti».
Dalla scuola alla rappresentanza
Il ragionamento di Calabresi non si è fermato alla sicurezza. L’ex direttore ha contestato anche l’ipotesi di distribuire gli alunni stranieri attraverso quote, giudicando sbagliata l’idea di trattare quei bambini come un problema da spostare. Ha quindi ricordato quanto sia cambiata la scuola da lui frequentata: oggi, ha spiegato, conta 108 alunni e soltanto una bambina ha entrambi i genitori italiani.
Il filo comune del suo intervento riguarda il rapporto tra sinistra ed elettori. Calabresi ha criticato l’abitudine di attribuire alla popolazione una presunta incapacità di comprendere i problemi e ha chiesto maggiore rispetto per paure, percezioni e domande concrete. La sua formula, riferita soprattutto al tema della sicurezza, è netta: «Non fare il maestrino».
Continua a leggere
Europa, l’affondo di Zhang: «Gli Stati Uniti oggi sono un problema
Il politologo cinese difende l’autonomia europea, critica Bruxelles e giudica irrazionale prepararsi a una guerra con Mosca entro la fine del decennio.
Conte alza il muro sul campo largo: ora la sfida passa dalle primarie
Dopo le parole di Schlein sul ruolo del Pd, il leader del M5S chiede un confronto senza compromessi e rilancia l’ipotesi delle primarie.
Zhang avverte l’Europa: «Non cerchi il favore di Washington
L’intellettuale cinese difende l’autonomia europea, contesta la lettura occidentale della Cina e giudica debole la leadership dell’Unione europea.
Zhang Weiwei avverte l’Europa: così rischia di diventare dipendente dagli Usa
Il politologo cinese difende il modello di Pechino, critica la leadership europea e invita Bruxelles a evitare una guerra commerciale con la Cina.