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Attualità 2 min di lettura53 min fa

Conte alza il muro sul campo largo: ora la sfida passa dalle primarie

Dopo le parole di Schlein sul ruolo del Pd, il leader del M5S chiede un confronto senza compromessi e rilancia l’ipotesi delle primarie.

La partita sulla guida dell’opposizione potrebbe passare dalle primarie. È questa la prospettiva indicata da Giuseppe Conte dopo le dichiarazioni di Elly Schlein sul ruolo del Partito democratico nella futura alleanza: il presidente del M5S ha rilanciato un estratto del proprio intervento a Frosinone e ha accompagnato il video con una domanda netta: «Chiaro?». Il messaggio è datato 3 ottobre 2026.


Conte vede una sola via

Nel ragionamento dell’ex presidente del Consiglio, le parole della segretaria dem lasciano due possibilità: accettare che sia Schlein a guidare la coalizione oppure affidare la scelta a una consultazione aperta. Conte ha quindi sostenuto che, una volta messa sul tavolo questa alternativa, «la strada è ben chiara, non ci sono alternative, ed è quella delle primarie».

Il leader pentastellato ha richiamato direttamente il passaggio in cui Schlein aveva parlato della leadership dell’alleanza. Secondo Conte, la segretaria avrebbe «ufficialmente confermato» che le opzioni sono soltanto la sua candidatura alla guida del governo o il ricorso alle primarie.


Il programma non va diluito

La questione della leadership, però, per Conte è inseparabile dai contenuti. Nel filmato diffuso in rete ha ribadito di non voler sostenere un’intesa costruita per attenuare le differenze tra i partiti e ha avvertito: «Io a questo non mi presto».

Il presidente del M5S ha spiegato che un progetto nato per tenere insieme forze diverse rischierebbe di perdere incisività se sottoposto a una lunga serie di mediazioni. Nel suo elenco ha citato le pressioni legate agli Stati Uniti, a Bruxelles, alle banche, ai grandi gruppi energetici e all’industria degli armamenti, oltre alla necessità di mantenere buoni rapporti con Israele. Da qui la sua opposizione a un programma che, a suo giudizio, finirebbe per essere «diluito» e «annacquato» dai compromessi.

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La replica al peso del Pd

Le parole di Conte sono arrivate dopo l’intervento di Schlein alla Direzione nazionale del Pd. La segretaria aveva affermato che il programma dovrà essere elaborato insieme a tutte le componenti dell’alleanza, ma aveva escluso l’idea che ogni partito possa avere lo stesso peso nella discussione.

Schlein ha rivendicato il primato del Pd nel campo dell’opposizione, ricordando che alle europee, alle regionali e alle comunali gli elettori hanno assegnato ai democratici un consenso doppio rispetto alle altre forze. Da questa posizione aveva fatto discendere l’ipotesi che il partito più votato debba guidare la coalizione, lasciando comunque aperta la strada delle primarie in caso di mancata intesa.


Il mandato degli elettori

A Frosinone Conte ha collegato il confronto tra i partiti al mandato ricevuto dal Movimento. Rivolgendosi ai suoi sostenitori, ha detto: «Avete dato un mandato preciso. Vogliamo cambiare l’Italia».

Il compito che si attribuisce, ha chiarito, è portare al tavolo dell’opposizione le richieste emerse dal confronto con i cittadini e la sensibilità raccolta dal basso. Il nodo, dunque, non riguarda soltanto chi dovrà guidare l’eventuale coalizione, ma anche quanto il progetto comune riuscirà a mantenere le posizioni rivendicate dal M5S.

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