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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

L’autista del gip e la rete da 110 milioni: blitz antimafia

L’operazione della Guardia di Finanza tra Lombardia, Spagna e Svizzera ipotizza fatture false, riciclaggio in criptovalute e legami con tre organizzazioni mafiose.

Un autista dell’ufficio gip di Milano, già coinvolto in un’altra indagine, è tra le persone finite nell’inchiesta coordinata dalla Dda milanese. Domenico Bruno, ora ai domiciliari, è accusato di accesso abusivo a un sistema informatico e si occupava dei beni sottoposti a sequestro.

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L’inchiesta coinvolge più cosche

Nel procedimento compare anche un avvocato milanese, insieme a soggetti ritenuti vicini alla criminalità organizzata. Per diversi indagati viene contestata l’associazione per delinquere aggravata dal metodo mafioso, secondo l’impostazione investigativa della Guardia di Finanza di Monza.

Le ipotesi riguardano esponenti della ’ndrangheta, della camorra e della criminalità organizzata foggiana, indicata anche come “Quarta mafia”. L’indagine ha inoltre portato all’esecuzione di 30 arresti, mentre per altre persone le attività giudiziarie sono ancora in corso.


Denaro occultato tra contanti e criptovalute

Al centro dell’operazione ci sono più di 110 milioni di euro collegati a fatture false e un presunto circuito internazionale di riciclaggio dal valore di 68 milioni di euro, realizzato anche attraverso le criptovalute. Gli investigatori stanno eseguendo sequestri per 21 milioni di euro.

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Il patrimonio ricercato comprende denaro contante, disponibilità bancarie, monete virtuali, automobili, imbarcazioni, gioielli e orologi di pregio. Tra i beni individuati figurano anche macchinari utilizzati per contare le banconote.


Perquisizioni anche fuori dall’Italia

L’intervento interessa diverse province italiane e si estende alla Spagna e alla Svizzera, dove sono previsti arresti e ulteriori accertamenti. Alle operazioni partecipano più di 350 militari della Guardia di Finanza, affiancati dai reparti specializzati e dalla componente Anti-Terrorismo Pronto Impiego.

La cooperazione internazionale si avvale dell’unità I-CAN del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia. Il coordinamento con Madrid e Berna avviene anche tramite gli Esperti per la Sicurezza della Direzione Centrale della Polizia Criminale presenti nei due Paesi.

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