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Attualità 3 min di lettura38 min fa

Pomodorini a 6 euro e scaffali vuoti: la Campania resta senza rifornimenti

Tra code ai distributori e supermercati svuotati, famiglie e lavoratori raccontano gli effetti del blocco dei trasporti in Campania e nel resto del Sud.

A Roma la situazione appare ancora normale, ma una confezione da 250 grammi di pomodorini è arrivata a costare 6 euro: Sara, che vive nella capitale, lo racconta al fratello Gigi, rimasto in Campania. Nel frattempo, a Torre del Greco, le code per la benzina si allungano e anche i supermercati mostrano scaffali sempre più poveri.

Gigi riferisce di aver trovato poca merce nei punti vendita della zona, mentre il traffico intorno ai distributori rende ancora più complicati gli spostamenti. Il quadro restituito dalle famiglie è quello di una situazione incerta, con prezzi in aumento e rifornimenti che non arrivano con regolarità.

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Prezzi fuori controllo e timori crescenti

A Pompei Tony, cinquantenne, ha verificato la situazione sia al Superstore Conad del centro commerciale La Cartiera sia nel minimarket La speseria del Gruppo 365, vicino casa. Nel primo punto vendita gli scaffali erano già parzialmente vuoti lunedì pomeriggio, ma nelle ore successive l’emergenza si è aggravata.

Nel negozio di quartiere mancavano acqua, frutta, verdura e mozzarella. Anche il reparto dei detergenti appariva quasi completamente svuotato. Tony non ha ancora accumulato grandi quantità di prodotti, anche se in circostanze simili conserva in garage pasta, olio, legumi e carta igienica, sperando di non dover ricorrere alle scorte.

A Cavalleggeri Aosta, nella zona occidentale di Fuorigrotta, Claudia ha invece trovato pochissimo nei corridoi del supermercato che frequenta abitualmente. Dopo aver preso l’ultimo pacco di pasta integrale, ha visto sparire anche farina, latte, zucchero, alimenti freschi, salumi, formaggi, uova e pancarré. Restavano soprattutto dolci, caramelle e qualche confezione di biscotti.


Le famiglie cercano risposte

La sorella Elvira, 46 anni, all’uscita ha speso soltanto 10 euro, una cifra per lei insolita. Più della merce assente, l’ha colpita l’atteggiamento delle persone, che avanzavano tra frigoriferi e banchi vuoti chiedendosi quale fosse l’origine del problema e cosa sarebbe accaduto il giorno seguente.

Al Vomero Mario, 60 anni, ha visitato Conad, Dodeca e Sole365 per procurarsi pasta, acqua e carta igienica, senza trovare una situazione rassicurante. Linda, titolare di un bar in piazza Rossini, descrive giornate rese ancora più difficili dalla carenza di carburante e dall’allerta meteo, che ha portato alla chiusura delle scuole.

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A Castel Volturno, nel Casertano, Pasquale, 80 anni, ha telefonato alla figlia per aggiornarla dopo essere passato dal supermercato Giolì del Villaggio Coppola. Il Conad aveva ancora pane, mentre all’Md non era più disponibile. Alcuni produttori hanno ridotto o sospeso la lavorazione perché la semola proveniente dai molini di Puglia e Sicilia non riusciva ad arrivare in tempo utile.


Il blocco si estende nel Mezzogiorno

La carenza non riguarda soltanto Napoli. Immagini e filmati condivisi sui social mostrano punti vendita svuotati in Campania, Puglia, Calabria e in diverse località, da Foggia al Salento e da Scalea a Lamezia Terme.

Nei Comuni vesuviani Giovanna, 51 anni, ha visitato diversi supermercati prima di fermarsi all’Eurospin. La sua ricerca non ha dato risultati: pasta, frutta e ortaggi erano quasi introvabili. Il paragone con i mesi dell’emergenza sanitaria le è venuto spontaneo, anche se allora, osserva, il cibo nei negozi continuava a essere disponibile.

A Ercolano Paola ha utilizzato il telefono per inviare fotografie e video all’amica Vittoria, residente a Portici. La risposta è arrivata da Baronissi, in provincia di Salerno, dove il marito di Vittoria aveva ricevuto immagini analoghe da un collega: anche lì gli scaffali apparivano deserti.

A Torre del Greco Francesca, 44 anni e madre di due figli, vive direttamente la difficoltà della protesta. Suo marito è autotrasportatore e da sedici anni conosce le condizioni del settore. Secondo lei, il disagio non dipende soltanto dal carburante: il prezzo dei pomodori è passato da 2 a 6 euro al chilo, mentre ai coltivatori le zucchine vengono pagate 0,75 euro al chilogrammo. «Lo facciamo per il futuro dei nostri ragazzi», ha spiegato, difendendo le ragioni dello sciopero e sottolineando che molti lavoratori stanno perdendo giornate di lavoro.

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