Ghali a Roma: «Non confondiamo chi manifesta con chi usa violenza»
Alla Festa del Cinema di Roma il rapper invita a distinguere le proteste pacifiche dagli scontri e chiede maggiore attenzione alle richieste delle nuove generazioni.
Le tensioni esplose a Milano non devono oscurare le ragioni di chi scende in strada senza ricorrere alla violenza. È questo il messaggio lanciato da Ghali durante la Festa del Cinema di Roma, dove l’artista ha preso posizione a favore dell’ascolto delle persone che manifestano per i propri diritti.
Nel corso dell’evento, organizzato in occasione della proiezione di “A Mare”, film di Alessandra Cutolo, il rapper italo-tunisino ha sottolineato la necessità di separare nettamente i comportamenti violenti dalle proteste pacifiche. «Pensiamo a coloro che stanno manifestando pacificamente, non distraiamoci troppo», ha detto, richiamando l’attenzione sulle motivazioni di chi sta cercando risposte.
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La distinzione tra piazza e violenza
Ghali ha chiarito che gli scontri non possono rappresentare tutte le persone presenti nelle manifestazioni. Secondo l’artista, chi protesta per far valere i propri diritti va considerato separatamente da chi, invece, utilizza la violenza: due fenomeni diversi che non dovrebbero essere sovrapposti nel dibattito pubblico.
La sua posizione era già emersa sui social nelle ore precedenti. In un messaggio pubblicato su Instagram, Ghali si era rivolto ai ragazzi impegnati in piazza e a quanti affrontano temi scomodi, invitandoli a non abbandonare ciò in cui credono anche quando le loro battaglie possono risultare scomode agli occhi degli altri. Nel testo aveva indicato nella libertà di pensiero e di animo il principale spazio di autonomia disponibile.
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«Dobbiamo ascoltare i giovani»
A margine della manifestazione cinematografica, l’artista ha collegato le proteste a un disagio più ampio, legato alle disuguaglianze sociali e alla tutela dei diritti. Ghali ha spiegato che le nuove generazioni stanno cercando risposte da tempo e ha sintetizzato così la responsabilità degli adulti: «Dobbiamo ascoltarli».
Per il rapper non si tratta di una questione limitata ai ragazzi. Ha definito il fenomeno un problema concreto che interessa l’intero Paese e coinvolge numerosi ambiti della vita sociale. Si è inoltre detto contento di vedere persone scendere in piazza per rivendicare i propri diritti e provare a ottenere risposte, sostenendo che le difficoltà attuali riguardano tanto i giovani quanto gli adulti.
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