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Attualità 2 min di lettura6 ore fa

La vetta ha un prezzo: Zverev numero 1 dopo anni di battaglie

Il tedesco conquista il primato grazie ai risultati di Alcaraz e Sinner, dopo un percorso segnato dal diabete e dalla lunga attesa del successo

Il traguardo più importante della carriera di Alexander Zverev arriva anche attraverso le difficoltà dei suoi principali rivali. La battuta d’arresto di Carlos Alcaraz a Shanghai e l’assenza di Jannik Sinner hanno infatti reso matematico il primo posto del tedesco nella classifica di fine anno.

A 29 anni, Zverev raggiunge così una vetta inseguita a lungo. Il talento lo aveva proiettato presto tra i protagonisti del tennis mondiale, ma trasformare le qualità in un primato stabile ha richiesto tempo, pazienza e la capacità di superare momenti complicati, dentro e fuori dal campo.


Un primato costruito sulla resistenza

Il risultato di Shanghai ha avuto un peso decisivo. Alcaraz è stato eliminato al terzo turno del torneo, mentre Sinner si è fermato prima di poter contendere a Zverev la posizione più alta del ranking. Dopo la partita persa, lo spagnolo ha manifestato tutta la sua frustrazione: «Con queste palline non si può giocare».

Per il tedesco, invece, si è aperta la strada verso il riconoscimento più prestigioso. Nelle ore della certezza matematica sono arrivati anche i complimenti di Boris Becker, in una giornata che segue i successi ottenuti al Roland Garros e agli Open degli Stati Uniti.

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La sfida oltre il tennis

La scalata di Zverev non riguarda soltanto vittorie e classifiche. Da bambino gli è stato diagnosticato il diabete e ancora oggi deve ricorrere all’insulina, anche durante le partite. Il tedesco ha descritto questa condizione come una prova parallela a quella sportiva: «Ogni volta che scendo in campo gioco due partite. E la seconda è invisibile».

Dopo il trionfo a New York, il nuovo numero 1 aveva raccontato quanto fosse stata decisiva sua madre nel sostenerlo. Quando i medici prospettarono al figlio di quattro anni una vita e un’attività sportiva fortemente limitate, lei scelse di non accettare quei confini: «Mio figlio sarà chiunque voglia essere. Se vuole fare il tennista, farà il tennista».

Ora la posizione conquistata modifica anche il modo in cui verrà osservato il suo gioco. Servizio e rovescio, i colpi sui quali ha fondato la propria identità tecnica, diventano le armi con cui dovrà difendere il vertice. Da inseguitore, Zverev si trasforma nel riferimento per chiunque voglia migliorare e puntare al primo posto.

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