La paura è l’arma di Putin: l’allarme del ministro lituano
Kęstutis Budrys considera oggi più concreta la pressione ibrida russa rispetto a un attacco diretto, senza escludere rapidi cambiamenti sul fronte militare.
La Lituania ritiene che, nell’immediato, il rischio di un’offensiva russa diretta e su larga scala non sia alto. Secondo il ministro degli Esteri Kęstutis Budrys, però, Mosca starebbe puntando sempre di più su strumenti non convenzionali per alimentare il timore e indebolire il sostegno europeo all’Ucraina.
L’attacco diretto resta improbabile
Budrys collega la valutazione soprattutto all’impegno delle forze russe sul territorio ucraino. Il loro impiego quasi totale in quella guerra ridurrebbe, al momento, la possibilità di aprire un’operazione militare ampia contro altri Paesi.
Il ministro lituano avverte comunque che la situazione potrebbe cambiare rapidamente: la Russia, sostiene, avrebbe la possibilità di spostare in tempi brevi le proprie unità. Per questo, l’assenza di un pericolo immediato non viene presentata come una garanzia permanente.
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La pressione passa dalla guerra ibrida
Il fronte considerato più concreto oggi è quello delle operazioni ibride. «In questo momento la probabilità di un attacco militare diretto su vasta scala non è elevata, perché le forze russe sono completamente impegnate in Ucraina. Anche se potrebbero redistribuirle rapidamente. Il punto oggi è la minaccia ibrida, e su questo abbiamo le prove», ha affermato Budrys.
Nella sua analisi, l’obiettivo di Vladimir Putin sarebbe creare paura nei Paesi che continuano ad aiutare Kiev, così da spingerli a ridimensionare o interrompere il loro sostegno. Il ministro ha inoltre sostenuto che il Gru dovrebbe essere inserito tra gli organismi considerati terroristi, accusandolo di condurre operazioni di guerra ibrida sempre più orientate a intimidire l’Europa.
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