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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

La cucina che si sposta: così Milano ripensa il cibo sostenibile

Un gruppo di studenti e cittadini costruirà una cucina mobile e autosufficiente per animare i quartieri con ricette, scambi e pratiche contro lo spreco

A Milano il tema della sostenibilità alimentare esce dalle conferenze e prende forma in una cucina mobile, progettata per spostarsi tra quartieri e spazi pubblici. Il progetto coinvolgerà studenti e cittadini nella costruzione di una struttura modulare, leggera e autonoma, destinata a diventare un punto d’incontro per cucinare, scambiare ingredienti e condividere esperienze.


Una cucina per riattivare i quartieri

L’iniziativa si chiama “Prossima Stazione – A Nomadic Kitchen” e si svolgerà dall’8 al 16 ottobre negli spazi di Off Campus Cascina Nosedo del Politecnico di Milano, in via S. Dionigi 90. Quindici partecipanti, selezionati tra le candidature ricevute, lavoreranno insieme al gruppo organizzativo per ideare, assemblare e rendere operativa la cucina itinerante.

Il dispositivo non servirà soltanto a preparare pietanze. Una volta completato, sarà utilizzato per organizzare attività dal vivo, occasioni di baratto e momenti conviviali in aree urbane e di quartiere. L’obiettivo è mettere in relazione il costo dei pasti, la riduzione degli sprechi e il recupero degli spazi pubblici attraverso collaborazione, ascolto e condivisione.


Studenti protagonisti della costruzione

I laboratori gratuiti sono previsti il 9, il 12 e il 14 ottobre. Non è necessario avere competenze tecniche: il percorso è rivolto a cittadini e studenti di Milano, con un’attenzione particolare alle persone fuori sede. Per partecipare è possibile presentare la propria candidatura entro il 4 ottobre tramite il modulo digitale predisposto dagli organizzatori.

Rosita Ronzini, curatrice del progetto, considera il cibo uno strumento capace di parlare tanto alla dimensione politica quanto a quella affettiva. Il recupero delle memorie gastronomiche personali e lo scambio di ingredienti dovrebbero, secondo la ricercatrice, favorire la nascita di comunità temporanee e accessibili, restituendo allo spazio pubblico una funzione di incontro e solidarietà.

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Dal cibo alla progettazione sociale

La conduzione delle attività è affidata a Federico Rizzo di Salicornia Studio, designer formato alla Design Academy Eindhoven. Il suo lavoro unisce ricerca sui materiali, politiche del cibo e pratiche partecipative; all’interno di “Prossima Stazione” seguirà la direzione artistica e il coordinamento delle fasi di progettazione condivisa e autocostruzione.

Per Rizzo, l’esperienza quotidiana degli studenti fuori sede diventa il punto di partenza per creare un’installazione itinerante capace di fondere espressione artistica, preparazione del cibo e uso responsabile delle risorse. Il progetto nasce così dall’incontro tra creatività, necessità concrete e relazioni tra persone.


Una rete oltre Cascina Nosedo

“Prossima Stazione – A Nomadic Kitchen” è stato selezionato attraverso il bando europeo Urban Bites / Creative Europe. L’iniziativa conta sul sostegno del Comune di Milano e sulla collaborazione di IED – Istituto Europeo di Design, BJCEM, ActionAid e del polo Off Campus Cascina Nosedo del Politecnico di Milano.

Gli organizzatori stanno inoltre valutando una presenza al mercato cittadino insieme all’associazione RECUP. Il 17 ottobre, invece, il progetto sarà ospitato da BASE Milano. L’appuntamento si inserisce in una stagione ricca di iniziative dedicate alla sostenibilità alimentare, affrontata sempre più spesso insieme ai suoi risvolti sociali, culturali, economici e urbani.

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