La classifica sorprende: perché Asl e atenei superano Google e Lavazza
La graduatoria di Statista non misura stipendi o bilanci: premia soprattutto la disponibilità dei lavoratori a raccomandare il proprio datore di lavoro.
Google, Lavazza e De Cecco non sono gli unici nomi attesi nella parte alta della classifica Italy’s Best Employers 2027. Tra i primi venti posti compaiono anche istituzioni pubbliche come Banca d’Italia, l’Istituto Nazionale dei Tumori, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Asl Novara e l’Università degli Studi di Salerno. Il risultato può sembrare sorprendente, ma dipende soprattutto da ciò che la graduatoria intende misurare: non la forza economica dell’organizzazione, bensì la considerazione di cui gode tra i lavoratori.
Non vince chi paga di più
La graduatoria, realizzata da Statista insieme al Corriere della Sera, prende in esame organizzazioni con almeno 250 dipendenti presenti in Italia. Il perimetro comprende quindi sia imprese private sia enti pubblici, senza che questi ultimi vengano esclusi perché non operano sul mercato con finalità commerciali.
Il termine “migliori” va dunque interpretato con cautela. Non vengono messi direttamente a confronto retribuzioni, benefici aziendali, giornate di lavoro agile, produttività, ricambio del personale o qualità dei servizi interni. Il parametro centrale è invece la propensione dei lavoratori a suggerire il proprio datore di lavoro ad altre persone.
Il giudizio dei dipendenti pesa di più
Per l’edizione 2027 sono state coinvolte 20mila persone. Nel complesso sono state raccolte oltre 300mila valutazioni su circa 5mila datori di lavoro. Il punteggio nasce da due componenti: da una parte il giudizio espresso dai dipendenti dell’organizzazione, dall’altra la reputazione attribuita da lavoratori esterni dello stesso settore.
Nel primo caso viene chiesto, su una scala da zero a dieci, quanto sarebbe probabile consigliare il proprio posto di lavoro a un familiare o a un conoscente. Nel secondo, gli intervistati valutano altri datori presenti nel comparto di riferimento. Statista precisa che la valutazione interna ha un peso superiore, ma la metodologia resa pubblica non indica né la percentuale esatta assegnata ai due elementi né quante risposte siano state raccolte per ciascuna organizzazione.
Asl Novara, un ingresso al 19° posto
L’Asl Novara è entrata direttamente al 19° posto assoluto, dopo non essere comparsa tra i 450 datori premiati nelle edizioni 2025 e 2026. L’azienda sanitaria ha collegato il risultato ai giudizi su carichi di lavoro, riposi, strumenti disponibili, rapporti con i dirigenti, stipendio e prospettive professionali.
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Il direttore generale Angelo Penna ha accolto il piazzamento con queste parole: «Sono particolarmente orgoglioso del risultato del sondaggio. È un riconoscimento importante, che premia il lavoro quotidiano di collaborazione e di ascolto di tutti gli operatori e che, soprattutto, testimonia la forza di una squadra». Resta tuttavia un interrogativo sul valore statistico del dato, perché non è noto il numero minimo di risposte necessario per entrare in graduatoria né la quantità di valutazioni riferita a ciascun ente.
Salerno e i forti cambi di posizione
L’Università degli Studi di Salerno occupa il 20° posto e risulta così davanti a numerosi grandi gruppi privati. La posizione segnala un’elevata disponibilità dei dipendenti a raccomandare l’ateneo e una reputazione positiva tra gli addetti al settore “Educazione e ricerca”; non dimostra però che salari o benefit siano superiori a quelli delle aziende collocate più in basso.
Il percorso dell’università mostra quanto la graduatoria possa cambiare rapidamente. Dopo il 162° posto del 2025, è salita al 56° nel 2026 e poi alla ventesima posizione nell’edizione attuale, con un recupero complessivo di 142 piazzamenti. Anche gli altri enti hanno registrato variazioni marcate: Banca d’Italia è passata dal 32° posto del 2025 al 159° del 2026, per poi raggiungere il settimo nel 2027; l’Accademia di Belle Arti di Napoli è arrivata sesta dopo il 50° posto dell’anno precedente e l’assenza nel 2025. L’Istituto Nazionale dei Tumori, invece, è avanzato dal quinto al quarto posto dopo non essere comparso nella graduatoria 2025.
Il confronto mostra quindi che la classifica non stabilisce una gerarchia assoluta tra aziende, università e amministrazioni. Restituisce piuttosto una fotografia delle raccomandazioni raccolte in un determinato periodo, influenzata dalla composizione del campione e dalle risposte ottenute. In questa prospettiva, il piazzamento di un ente pubblico davanti a una multinazionale non indica automaticamente condizioni economiche migliori, ma una percezione più favorevole tra i lavoratori considerati dal modello.
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