Kupiansk, l’attacco invisibile: così Kiev ha aggirato le linee russe
L’operazione Veles avrebbe portato i soldati ucraini alle spalle del fronte dopo un mese di preparativi e un percorso sotterraneo lungo 15 chilometri.
La sorveglianza continua dei droni rende sempre più difficile sorprendere le truppe sul terreno. Nella zona di Kupiansk, secondo il racconto dell’operazione Veles, l’esercito ucraino avrebbe scelto proprio il sottosuolo per eludere gli occhi russi e colpire oltre la prima linea.
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La sorpresa è arrivata dal sottosuolo
Il piano sarebbe stato preparato per circa un mese dalla brigata Karthiia. I militari avrebbero percorso una rete sotterranea lunga 15 chilometri, ottenuta collegando vecchie condotte a passaggi scavati appositamente.
L’obiettivo era raggiungere una posizione alle spalle dello schieramento russo senza esporsi alla sorveglianza aerea. L’operazione, stando alle informazioni disponibili, si è quindi sviluppata lontano dalla superficie e in condizioni di assoluto silenzio.
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Il bilancio dichiarato da Kiev
Il passaggio attraverso i cunicoli avrebbe consentito agli ucraini di comparire oltre le linee russe nell’area di Kupiansk. Il bilancio indicato per l’azione parla di circa 100 militari russi uccisi.
Sempre secondo il resoconto dell’operazione Veles, altri 30 soldati sarebbero stati catturati. Il testo disponibile non fornisce ulteriori elementi sulla durata dello scontro né sull’ampiezza dei territori coinvolti, ma presenta l’azione come un nuovo episodio della guerra combattuta sotto la superficie.
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