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Attualità 1 min di lettura33 min fa

Brasile, lo scontro finale finisce in tribunale: accuse incrociate

A 48 ore dal voto Lula punta il dito contro Meta e X, mentre Flávio Bolsonaro lo accusa di usare fondi pubblici per la propaganda

A due giorni dal ballottaggio brasiliano, la contesa tra Luiz Inácio Lula da Silva e Flávio Bolsonaro si sposta sul terreno giudiziario. Il presidente ha chiesto la squalifica del rivale, trasformando le accuse sulla campagna digitale in un nuovo fronte dello scontro elettorale.

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Lula attacca le piattaforme digitali

Lula sostiene che Meta, la società di Zuckerberg, e X, la piattaforma di Musk, abbiano favorito il candidato avversario. Secondo il presidente, il ruolo degli algoritmi avrebbe penalizzato la sua candidatura e agevolato la diffusione dei contenuti legati a Bolsonaro.

La denuncia arriva nelle ore decisive della campagna, quando entrambi i candidati cercano di mobilitare gli elettori prima del voto. L’iniziativa di Lula porta così al centro del confronto il comportamento delle grandi piattaforme tecnologiche e il loro possibile impatto sul ballottaggio.

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Bolsonaro replica sui messaggi

Flávio Bolsonaro ha respinto le accuse e ha rivolto a sua volta contestazioni al presidente. Il candidato sostiene che Lula abbia impiegato risorse pubbliche per una massiccia operazione di propaganda attraverso WhatsApp.

Secondo la denuncia di Bolsonaro, sarebbero stati inviati milioni di messaggi. Le due campagne arrivano dunque al voto con accuse contrapposte: da un lato il presunto favore concesso dagli algoritmi al rivale, dall’altro l’uso di denaro pubblico per orientare gli elettori.

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