Kiev applaude, Mosca reagisce: Meloni prende le distanze da Putin
Alla vigilia del vertice europeo, la presidente del Consiglio contesta l’intesa sul gasolio russo e si scontra in Aula con Pd e M5s.
Le parole pronunciate da Giorgia Meloni in Parlamento alla vigilia del Consiglio europeo hanno provocato reazioni opposte tra Kiev e Mosca. La presidente del Consiglio ha definito rischioso il riavvicinamento tra Donald Trump e Vladimir Putin, prendendo posizione anche contro l’accordo sul gasolio russo.
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L’avvertimento sull’intesa con Putin
Nel suo intervento, Meloni ha messo in guardia dai possibili effetti dell’intesa e ha scelto di sottolinearne i rischi. La posizione della premier arriva mentre i leader dell’Unione europea si preparano a riunirsi per affrontare anche il quadro internazionale e il rapporto con la Russia.
Da Kiev è arrivato un giudizio positivo sulle sue dichiarazioni, mentre Mosca ha reagito con durezza. Il contrasto tra le due reazioni evidenzia la sensibilità politica delle parole pronunciate dalla presidente del Consiglio in Parlamento.
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Scontro in Aula con le opposizioni
Il confronto politico interno si è acceso durante la seduta, con un attacco rivolto da Meloni a Partito democratico e Movimento 5 Stelle. Rivolgendosi alle opposizioni, la premier ha detto: «Voi misogini».
I rappresentanti del Partito democratico hanno respinto l’accusa e hanno interpretato l’intervento della presidente del Consiglio come una nuova applicazione della «strategia del vittimismo». Il botta e risposta ha accompagnato il dibattito sulle posizioni del governo alla vigilia dell’appuntamento europeo.
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