Energia e Ucraina, il vertice Ue senza svolte: cosa c’è in gioco
I leader europei si riuniscono per due giorni tra caro energia, sicurezza, migrazioni e rapporti con la Cina, ma senza attendersi decisioni immediate.
Il Consiglio europeo si prepara a una riunione di due giorni con un’agenda particolarmente ampia, ma il risultato più probabile non sarà l’approvazione di misure definitive. A Bruxelles, infatti, prevale l’idea che il vertice serva soprattutto a preparare il terreno per decisioni future, con il caro energia destinato a occupare il centro del confronto.
Il tema è politicamente delicato in molti Paesi membri, anche perché diversi governi guardano a scadenze elettorali ravvicinate. La Spagna di Pedro Sanchez, per esempio, affronterà il prossimo mese un appuntamento politico rilevante.
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Il nodo energia domina il vertice
I capi di Stato e di governo dovrebbero concentrarsi anzitutto sugli interventi immediati contro l’aumento dei prezzi. La Commissione europea ha già indicato alcune possibili soluzioni, tra cui il rinvio di parti delle norme sul metano e una modifica delle regole temporanee sugli aiuti pubblici. Ai leader potrebbe essere chiesto di sollecitare ulteriori proposte, pur nella consapevolezza che non esiste una soluzione rapida a una crisi così complessa.
Il malcontento tra gli Stati membri è evidente. Una fonte diplomatica ha descritto la situazione come una “frustrazione per l’assenza di qualsiasi progresso” e ha sostenuto che, sul caro energia, “nessuno produce idee”. Il confronto potrebbe coinvolgere anche la flessibilità dei bilanci, richiesta formalmente da Italia e Grecia alla Commissione europea. Giorgia Meloni ha già fatto sapere che intende porre la questione, sebbene non compaia formalmente nell’ordine del giorno.
La richiesta italiana riguarda un margine di manovra all’interno delle regole già in vigore. Una fonte diplomatica ha riconosciuto gli sforzi compiuti da Roma per uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo, ma ha escluso che questo sia il momento di alleggerire il patto di stabilità, anche per le tensioni sui mercati obbligazionari. La Commissione ha comunque ricordato che l’elevata inflazione può essere considerata nella valutazione delle finanze pubbliche.
Sul tavolo resta inoltre il funzionamento del mercato elettrico europeo. Il sistema basato sul prezzo marginale, spesso determinato dal gas, continua a produrre effetti considerati distorsivi e rappresenta uno dei problemi strutturali che i governi dovranno affrontare. Le proposte già circolate potranno trasformarsi in una posizione comune soltanto con il sostegno unanime dei Ventisette.
Competitività e Cina tra le priorità
L’apertura dei lavori sarà dedicata alla competitività, con la partecipazione della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. I leader faranno il punto sull’attuazione dell’agenda per il mercato unico e prenderanno atto dell’intesa raggiunta in sede di Consiglio sul pacchetto dedicato all’integrazione e alla vigilanza dei mercati, considerato un tassello dell’Unione dei risparmi e degli investimenti.
Il compromesso, tuttavia, non estende la vigilanza unica dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati a due importanti piazze finanziarie: Francoforte e Madrid. La commissaria ai Servizi finanziari Maria Luis Albuquerque ha espresso pubblicamente perplessità sulla portata dell’accordo, mentre a Bruxelles si sottolinea il fatto che i negoziati abbiano comunque prodotto un avanzamento.
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Durante il pranzo sarà affrontato il tema degli squilibri economici globali, formula con cui si indica soprattutto il rapporto tra Unione europea e Cina. Il commissario al Commercio Maros Sefcovic riferirà anche alla luce della sua missione a Pechino. Secondo un alto funzionario europeo, il dialogo con la capitale cinese va rafforzato, ma nello stesso tempo l’Unione dovrebbe valutare se rendere più efficaci gli strumenti di cui dispone.
L’obiettivo potrebbe essere duplice: mantenere aperto il confronto con la Cina e, allo stesso tempo, sviluppare nuove leve di tutela economica. La discussione si muove nella direzione sostenuta da Friedrich Merz ed Emmanuel Macron. A Bruxelles si ritiene che il dialogo abbia già prodotto alcuni risultati, ma il confronto sui possibili strumenti aggiuntivi è ancora aperto.
Ucraina, difesa e migrazioni
Nel pomeriggio della prima giornata sarà esaminato il quadro finanziario pluriennale dell’Unione per il periodo 2028-2034, seguito da una conferenza stampa. La cena sarà invece dedicata all’allargamento europeo e alle riforme necessarie per consentire l’ingresso di nuovi Stati membri.
La seconda giornata si aprirà con l’Ucraina. Volodymyr Zelensky aggiornerà i leader sugli ultimi sviluppi, prima del confronto tra i rappresentanti dei Ventisette. In seguito saranno affrontati sicurezza e difesa, con particolare attenzione all’aumento degli attacchi ibridi attribuiti con diverso grado di certezza alla Russia. Nel corso del pranzo si parlerà infine di migrazioni.
Prima dell’avvio dei lavori, Meloni co-presiederà una riunione degli Amici della Coesione. Il giorno successivo, insieme a Danimarca e Paesi Bassi, organizzerà un incontro informale sulle soluzioni innovative per la gestione dei flussi migratori, compresa l’ipotesi di centri per i rimpatri in Paesi terzi, sul modello dei centri realizzati dall’Italia in Albania.
La Francia non prenderà parte all’incontro. Secondo la ricostruzione diplomatica, i vincoli costituzionali impedirebbero a Parigi di adottare una soluzione analoga e alimenterebbero il timore che il Paese possa diventare più attrattivo per i migranti rispetto agli altri Stati dell’Unione.
Il Consiglio inizierà alle 10, con l’arrivo dei leader previsto dalle 8.30. Prima del vertice si riuniranno i principali gruppi politici europei: il Partito popolare europeo, i Socialisti e democratici e Renew nella mattinata successiva, mentre i Patrioti hanno già svolto il loro incontro a Bruxelles. La conclusione è affidata alla conferenza stampa di Antonio Costa e Ursula von der Leyen.
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