Zelensky all’Ue: fondi, difesa aerea e il nodo del sostegno Usa
Il presidente ucraino apre la seconda giornata del vertice di Bruxelles, mentre i leader europei cercano una linea comune su guerra, sanzioni e sicurezza
La guerra in Ucraina torna al centro del vertice europeo nel momento in cui Kyiv chiede garanzie concrete per affrontare il 2026 e il 2027. A Bruxelles Volodymyr Zelensky sollecita nuovi aiuti finanziari, protezione contro gli attacchi dal cielo e un impegno più deciso dei governi dell’Unione, sullo sfondo del ridimensionamento del sostegno statunitense attribuito all’amministrazione di Donald Trump e a Elon Musk per il ruolo di Starlink.
L’intervento del presidente ucraino inaugura la seconda giornata del Consiglio europeo, dopo una lunga serata di trattative rimaste senza soluzione sui conti dell’Unione e sul sistema Ets. Sul tavolo ci sono anche il rafforzamento della difesa europea, la crisi nello stretto di Hormuz, il nuovo conflitto tra Houthi e Arabia Saudita e la situazione a Gaza, dove il cessate il fuoco resta fragile.
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Kyiv chiede risorse e protezione
Nel suo arrivo al vertice, Zelensky ha ringraziato le istituzioni europee e i governi che hanno sostenuto l’Ucraina dall’inizio dell’invasione. Ha quindi indicato le necessità finanziarie e il comparto energetico come priorità immediate, aggiungendo che la difesa aerea è indispensabile per proteggere il Paese dagli attacchi russi.
«Vogliamo porre fine a questa guerra il più rapidamente possibile, ma al momento non vediamo alcun segnale da parte russa che indichi che siano pronti a porre fine a questa guerra», ha affermato Zelensky davanti ai leader europei. Il presidente ha inoltre ricordato che, nonostante i bombardamenti, il Parlamento e il governo ucraini hanno continuato a lavorare sulle riforme necessarie.
Anche António Costa ha ribadito che l’Unione non intende arretrare. Accogliendo Zelensky, il presidente del Consiglio europeo ha dichiarato: «Il sostegno dell’Unione europea all’Ucraina rimane più forte che mai». Costa ha collegato gli aiuti alla necessità di aumentare la pressione su Mosca, così da favorire un cessate il fuoco autentico e l’avvio di negoziati.
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Von der Leyen conferma la linea dura
Ursula von der Leyen ha denunciato i nuovi attacchi russi contro le infrastrutture energetiche e idriche ucraine, assicurando che l’Europa continuerà a sostenere Kyiv durante l’inverno. La presidente della Commissione ha sostenuto che Mosca non abbia rispettato nemmeno per un minuto il cessate il fuoco energetico promosso da Donald Trump e che, al contrario, abbia intensificato le operazioni militari.
«Non revocheremo alcuna sanzione finché la Russia non fermerà la guerra», ha detto von der Leyen. Bruxelles sta preparando il 22° pacchetto di misure punitive e punta anche a far avanzare il percorso di adesione dell’Ucraina: l’obiettivo indicato è aprire gli ultimi due capitoli negoziali entro la fine dell’anno.
La questione ucraina arriva dopo una prima giornata dominata dai contrasti economici. I governi non hanno trovato un’intesa sul Quadro finanziario pluriennale 2028-34: le posizioni dei Paesi più attenti alla disciplina di bilancio sono rimaste lontane da quelle degli “Amici della Coesione”, gruppo di cui fa parte anche l’Italia. Antonio Costa dovrà proseguire il lavoro diplomatico in vista di un vertice specifico previsto alla fine di novembre.
Nessun accordo è stato raggiunto neppure sull’Ets. La richiesta italiana di una revisione profonda del sistema si è scontrata con la posizione dei Paesi nordici, favorevoli a conservarlo come strumento della transizione ecologica. Il Consiglio ha quindi incaricato la Commissione di riesaminare gli effetti dell’Ets2, con particolare attenzione alla struttura del meccanismo e alle clausole di tutela.
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