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Attualità 2 min di lettura55 min fa

Sommerso, il conto resta enorme: 218,2 miliardi e 3,3 milioni di irregolari

Nel 2024 l’economia non osservata è cresciuta appena dello 0,3%, ma il lavoro irregolare ha accelerato soprattutto tra i dipendenti.

Il fenomeno incide soprattutto sui servizi rivolti alle persone, dove il sommerso raggiunge il 30,7% del valore aggiunto. Seguono il comparto che riunisce commercio, trasporti, alloggio e ristorazione con il 18,5%, e le costruzioni con il 17,7%.

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I settori più esposti al sommerso

Il peso dell’economia sommersa risulta invece più limitato nelle attività destinate alle imprese, ferme al 5%. Ancora più contenuta è la quota riferita alla produzione di beni d’investimento, pari al 4%, mentre per i beni intermedi scende all’1,4%.

Proprio l’edilizia rappresenta uno degli elementi da monitorare: dopo una fase di riduzione, il sommerso è tornato a crescere in questo settore. Il quadro conferma quindi una presenza molto diversa dell’economia non osservata a seconda dell’ambito produttivo considerato.


Quasi 3,3 milioni di posizioni irregolari

Nel 2024 le unità di lavoro irregolari sono aumentate del 4,6%, superando di oltre 145mila persone il dato dell’anno precedente. L’incremento ha riguardato sia il lavoro dipendente, salito del 5,4% con 121,8mila unità aggiuntive, sia quello autonomo, cresciuto del 2,7%, pari a 23,4mila unità in più.

L’Istat considera irregolari le posizioni che non rispettano gli obblighi fiscali o contributivi previsti dalla legge. Nella stessa categoria rientrano anche le attività illecite, che non possono essere rilevate direttamente attraverso imprese, istituzioni o archivi amministrativi.

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La componente irregolare accelera

Secondo la lettura dell’Istat, il lavoro non regolare è aumentato a un ritmo circa triplo rispetto a quello regolare. Quest’ultimo ha registrato una crescita dell’1,6%, equivalente a circa 339mila unità di lavoro annue, sostenuta esclusivamente dall’occupazione dipendente, salita del 2,9% con 437,5mila unità aggiuntive.

Nello stesso periodo, le unità regolari indipendenti hanno invece perso l’1,6%, con una diminuzione di 98,5mila unità. È questo divario tra le due componenti ad aver contribuito all’aumento del tasso complessivo di irregolarità.


Il valore complessivo resta elevato

Nel complesso, l’economia non osservata, cioè la somma di sommerso e attività illegali, ha raggiunto nel 2024 quota 218,2 miliardi di euro. La crescita rispetto al 2023 si è fermata allo 0,3%, nettamente al di sotto dell’aumento del Pil, pari al 3,2%.

Per effetto di questa dinamica, il rapporto con il prodotto interno lordo è sceso dal 10,2% al 9,9%, con una diminuzione di 0,3 punti percentuali. Il sommerso, esclusa la componente illegale, vale 198,4 miliardi, 0,8 miliardi in più su base annua; le attività illegali, invece, si sono ridotte a 19,8 miliardi. I dati sono stati diffusi dall’Istat venerdì 16 ottobre.

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