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Attualità 2 min di lettura3 ore fa

Kast, il bilancio 2027 fa discutere: più debiti e meno aiuti

Il piano cileno aumenta le risorse per le espulsioni dei migranti, mentre riduce cultura, scienza e sostegni digitali ai giovani fragili.

Il progetto finanziario per il 2027 presentato in Cile da José Antonio Kast mette al centro una scelta contestata: da una parte nuove risorse per la sicurezza e il rimpatrio dei migranti, dall’altra riduzioni in settori sociali e la cancellazione di un aiuto destinato agli studenti più vulnerabili. A rendere ancora più delicato il confronto è l’autorizzazione a ricorrere a 25.600 milioni di dollari di debito estero.


Tagli e priorità al centro dello scontro

Secondo il presidente, il documento dovrebbe sostenere crescita, occupazione, ricostruzione, sicurezza, tutela dei minori e continuità dei benefici sociali. La composizione delle voci di spesa, però, ha alimentato le critiche dell’opposizione e anche quelle provenienti dall’area vicina al governo.

Il comparto culturale subirebbe una contrazione del 10,1%, mentre alla ricerca scientifica verrebbe destinato il 7,4% in meno. Il piano prevede inoltre la soppressione della consegna dei computer ai giovani in condizioni di maggiore difficoltà e cancella i programmi legati all’identità di genere.


Computer cancellati, proteste in aumento

A contestare con maggiore forza l’eliminazione dei dispositivi è stata Carolina Tohá, già ministra. La politica ha ricordato il valore simbolico e concreto dell’intervento per molti ragazzi: «I bambini aspettano quel momento, si immaginano che l'anno prossimo toccherà a loro il computer, in molti casi il primo della famiglia».

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Nel frattempo, le risorse per le operazioni di espulsione dei migranti aumenterebbero del 190%. È proprio questo confronto tra i fondi rafforzati per i rimpatri e quelli ridotti o cancellati in ambito educativo e sociale ad aver reso il bilancio particolarmente controverso.


Debito e spesa, i nodi da chiarire

Un ulteriore punto di attrito riguarda la lettura dell’incremento effettivo della spesa, sulla quale il testo avrebbe lasciato margini di incertezza. Le opposizioni chiedono chiarimenti anche sull’ampia facoltà concessa all’esecutivo di reperire finanziamenti sui mercati esteri.

Il ministro delle Finanze Jorge Quiroz, sostenitore di una riduzione vicina ai sei miliardi di dollari, ha invitato a non anticipare il giudizio definitivo. «Calmatevi, avremo la discussione e ci sarà un perfezionamento del bilancio», ha affermato nel tentativo di rassicurare i critici e preparare il passaggio parlamentare.

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