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Attualità 3 min di lettura59 min fa

Kaliningrad nel mirino? Putin evoca anche l’opzione nucleare

Il Cremlino alza il tono sul Baltico mentre Kiev denuncia nuovi raid contro l’energia e prepara centinaia di droni per fermare i missili russi.

La risposta ucraina alla nuova offensiva contro le infrastrutture energetiche passa anche dalla tecnologia. Volodymyr Zelensky ha annunciato che Kiev sta accelerando i test di cinque droni intercettori progettati per colpire i vettori russi a reazione: uno dei modelli potrebbe raggiungere una produzione di circa 400 unità entro la fine di ottobre.

Nella stessa intervista al Financial Times, il presidente ucraino ha accusato Stati Uniti ed Europa di non esercitare una pressione sufficiente su Mosca. Secondo Zelensky, gli alleati dispongono degli strumenti economici e diplomatici per spingere Vladimir Putin verso la fine del conflitto, ma finora il sostegno politico è rimasto inadeguato. «Non abbastanza, ovviamente non abbastanza», ha detto parlando dell’aiuto ricevuto.


Kiev prepara la difesa dei cieli

Il progetto dei droni ad alta velocità nasce dalla difficoltà dell’Ucraina nel neutralizzare alcuni missili e velivoli senza pilota impiegati dalla Russia. Al momento tutti e cinque gli apparecchi sono sottoposti a prove, mentre per uno di essi Kiev punta a una capacità produttiva di circa 400 esemplari entro la fine di ottobre.

L’obiettivo è rafforzare la protezione delle città e degli impianti strategici proprio mentre gli attacchi russi sembrano destinati a intensificarsi. Le autorità ucraine sostengono infatti che la campagna contro la rete energetica non sia episodica, ma risponda a un disegno più ampio per mettere sotto pressione la popolazione e ostacolare le operazioni militari.


Un piano russo da mille ordigni

Un documento presentato a Parigi ai partner europei dal ministro dell’Energia ucraino Denys Shmyhal descriverebbe una strategia per colpire sistematicamente il sistema elettrico nazionale. Il testo, che il New York Times afferma di avere visionato, indicherebbe l’impiego possibile di fino a 1.000 tra missili, droni e bombe.

Tra gli obiettivi figurerebbero sottostazioni, centrali idroelettriche, impianti termoelettrici e altre strutture decisive per la distribuzione dell’energia. Il documento sarebbe stato ottenuto da Kiev attraverso attività di intelligence e illustrerebbe una campagna destinata a provocare un cedimento progressivo della rete.


Il monito russo sul Baltico

Nel frattempo, Vladimir Putin ha legato la minaccia di una risposta estrema alla sicurezza di Kaliningrad, territorio russo sul Mar Baltico situato tra Polonia e Lituania, entrambe appartenenti alla Nato. Intervenendo al Valdai Discussion Club di Mosca, il presidente ha sostenuto che la Russia non prevede di aggredire Paesi europei, ma reagirebbe a un eventuale attacco contro il proprio territorio.

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Il riferimento arriva dopo alcune esercitazioni dell’Alleanza Atlantica nelle vicinanze dell’exclave. La Nato le ha definite attività difensive e finalizzate a rafforzare la deterrenza; a Mosca, invece, hanno alimentato il timore di un possibile blocco marittimo o aereo di Kaliningrad. Già alla fine di settembre il Cremlino aveva avvertito che un simile scenario avrebbe provocato una risposta.


L’avvertimento di Putin

Durante il suo intervento, Putin ha collegato le manovre nel Baltico, i presunti tentativi di fermare navi russe e le dichiarazioni sul futuro della regione a un’escalation. «Se si arrivasse ad un attacco diretto contro la Federazione Russa, in questo caso contro Kaliningrad ed eventualmente contro altri territori, ovviamente la questione dell’utilizzo di tutte le armi presenti nell’arsenale del nostro Paese emergerebbe inevitabilmente all’ordine del giorno. È inevitabile», ha dichiarato.

Il richiamo comprende quindi anche le armi nucleari, pur accompagnato dalla precisazione che Mosca non intende colpire per prima uno Stato europeo. Le parole del presidente russo si inseriscono in una fase segnata da nuove incursioni contro il comparto energetico ucraino, iniziate prima dell’arrivo dell’inverno.


Kiev già alle prese con i blackout

Un attacco condotto mercoledì con missili e droni ha colpito una grande centrale termoelettrica e altre strutture, provocando esplosioni nella capitale. Nelle ore successive, diversi quartieri di Kiev sono rimasti senza corrente e senza acqua, secondo le autorità ucraine.

Le forze russe avevano già condotto campagne analoghe negli anni precedenti, con risultati variabili. Questa volta, però, l’Ucraina teme un impiego più intenso di missili balistici e droni a reazione, mezzi che la propria difesa aerea ha incontrato difficoltà a intercettare.

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