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Attualità 2 min di lettura2 ott

Rivera, accuse a Figc e Milan: il retroscena su Mancini

Al Festival dello Sport di Trento l’ex fuoriclasse rossonero ha criticato la Federazione, raccontato il confronto con Mancini e ricordato Mazzola e il 4-3 del 1970.

A 83 anni Gianni Rivera continua a parlare senza filtri. Dal Festival dello Sport di Trento, l’ex campione del Milan ha rilanciato la possibilità di un commissariamento della Figc e si è detto pronto a dare la propria disponibilità, qualora l’ipotesi dovesse concretizzarsi. Nel suo intervento ha affrontato anche il rapporto con Roberto Mancini, il calcio italiano e la gestione del Milan americano.


Rivera e il confronto con Mancini

Rivera ha ricordato di aver criticato sia la scelta di affidare la Federazione a Giovanni Malagò sia il ritorno di Mancini sulla panchina della Nazionale dopo il trasferimento in Arabia Saudita. Secondo l’ex calciatore, quella decisione sarebbe stata motivata soprattutto da ragioni economiche.

Le sue parole avevano provocato la reazione dell’ex commissario tecnico, che lo aveva contattato telefonicamente per chiedergli spiegazioni. «Si è arrabbiato per quello che ho detto, mi ha chiamato e mi ha chiesto perché avevo detto quelle cose. Adesso lo sa», ha raccontato Rivera, ribadendo inoltre di essere sempre stato favorevole al commissariamento della Figc.


Mazzola e il ricordo di Milano

Nel corso dell’incontro non è mancato un omaggio a Sandro Mazzola, scomparso il 19 settembre. Rivera ha ricordato il lungo legame con l’ex interista e il ruolo avuto da entrambi nella storia calcistica della città: «Io e Sandro Mazzola abbiamo scritto la storia del calcio di Milano per tanti anni».

L’ex rossonero ha poi sostenuto che i due avrebbero potuto giocare insieme, al di là della celebre staffetta che li vide alternarsi con la maglia azzurra. Da qui la proposta di dedicare a entrambi il nuovo impianto di San Siro.

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Il gol che decise il 4-3

Rivera ha riaperto anche il capitolo della semifinale mondiale tra Italia e Germania Ovest del 1970, una delle partite più celebri della storia della Nazionale. Nel 4-3 maturato ai supplementari, fu proprio lui a firmare la rete decisiva.

Rievocando l’azione, ha spiegato che sul gol di Gerd Müller si trovava vicino al palo e non era riuscito a intervenire: secondo il suo racconto, avrebbe potuto bloccare il pallone soltanto con le mani. Dopo essersi rivolto ad Albertosi, Rivera disse a Ricky: «Tranquillo, adesso ci penso io», prima di segnare la rete del successo.


La distanza dal Milan di oggi

Il giudizio sul Milan attuale è stato altrettanto netto. Rivera ha dichiarato di non comprendere il modo in cui la proprietà statunitense interpreta la gestione calcistica e ha collegato le sue perplessità ai risultati ottenuti dalla squadra.

L’ex fuoriclasse ha inoltre raccontato che, quando Paolo Maldini era entrato nell’organigramma del club, gli aveva garantito la possibilità di assistere alle partite dalla tribuna ogni volta che lo desiderasse. Dopo l’uscita di Maldini, però, gli inviti sarebbero terminati e Rivera ha lamentato di essere stato dimenticato anche durante le celebrazioni per i 125 anni del Milan.

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