12.000Lettori online ora
Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Primarie nel centrosinistra: il retroscena di Conte riapre il caso Schlein

Bettini spinge per una consultazione rapida, mentre Conte racconta il tentativo fallito di trovare una figura terza alla guida della coalizione.

“Di leader ne abbiamo fin troppi”, osserva Goffredo Bettini, secondo cui il centrosinistra finirà comunque per affidarsi alle primarie. Il dirigente del Pd, intervistato da Il Giornale, considera però il meccanismo poco adatto a un sistema elettorale prevalentemente proporzionale: a suo giudizio, la scelta degli elettori di un partito non dovrebbe determinare automaticamente il candidato degli altri.


Bettini invoca una scelta rapida

Bettini avrebbe preferito una personalità capace di unire le diverse forze grazie a equilibrio e autorevolezza. Poiché questa soluzione non sembra praticabile, la sua indicazione è di procedere senza ulteriori rinvii: “Allora, facciamole presto e bene”.

Nel frattempo, il centro resta il punto più incerto dell’alleanza. Matteo Renzi, presidente di Italia Viva, non sarebbe accettato da Movimento 5 stelle e Alleanza Verdi e Sinistra al tavolo programmatico; il partito starebbe quindi valutando di affidare la rappresentanza a Raffaella Paita e Maria Elena Boschi.


Conte riapre il dossier federatore

Il tema della guida comune è tornato al centro del dibattito dopo l’intervento di Giuseppe Conte alla presentazione del libro La principessa di David Tozzo. Il presidente del Movimento 5 stelle ha spiegato di aver preso in considerazione una soluzione diversa dalle primarie, con un arretramento sia suo sia di Elly Schlein per individuare un nome condiviso.

Conte ha sostenuto di non essere guidato da ambizioni personali e di avere manifestato sin dall’inizio apertura verso una figura esterna ai due principali partiti. Secondo il leader pentastellato, però, dall’altra parte non sarebbe arrivata la disponibilità necessaria a esaminare concretamente questa ipotesi. Le sue parole hanno riacceso le aspettative di chi, nel Campo largo, continua a sostenere l’idea di un federatore, ma lo stesso Conte ha chiarito che il percorso davanti alle forze progressiste resta quello delle primarie.


La linea di Schlein non cambia

Elly Schlein ha già indicato da tempo la propria posizione: niente figura super partes scelta al di fuori dei partiti. L’alternativa individuata dalla segretaria del Pd è tra una consultazione aperta e l’affidamento della candidatura alla guida del centrosinistra al partito più votato.

Il confronto, dunque, non riguarda soltanto il nome del candidato, ma anche il metodo per selezionarlo. Prima di arrivare alla competizione interna alla coalizione, il Pd dovrà comunque definire il terreno programmatico, coinvolgendo anche le formazioni centriste che Schlein ha invitato al confronto.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Date e nodi del percorso

La legge elettorale dovrebbe ricevere il voto conclusivo l’8 ottobre. La norma impone alle coalizioni di indicare un candidato alla presidenza del Consiglio e, di conseguenza, rende più urgente una decisione sulla leadership del centrosinistra.

Il 18 ottobre è prevista invece l’assemblea del Pd chiamata a prolungare il mandato di Schlein, destinato altrimenti a concludersi nel marzo 2027, quando la campagna elettorale sarebbe già in corso. Nella stessa giornata Avs presenterà le proprie proposte per il programma; soltanto in seguito potrà prendere forma il tavolo comune.


Il programma divide ancora

Su sanità, lavoro e diritti esistono già alcune proposte legislative condivise. Più complesso appare il confronto sulla guerra in Ucraina, tema sul quale Conte mantiene una posizione netta: “L’Italia non può continuare a mandare armi”. Il presidente del Movimento 5 stelle ha aggiunto di ritenere di rappresentare una richiesta ampia della società e dei cittadini, non soltanto l’orientamento della propria organizzazione.

Al tavolo dovrebbero sedere Schlein e Conte, insieme ad Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni per Avs. Resta invece da chiarire chi parlerà per l’area centrista. Riccardo Magi, segretario di +Europa, ha riferito che il suo partito si era detto pronto a lavorare a una lista comune, senza però avere ricevuto finora risposte significative.

Angelo Bonelli considera preferibile un accordo politico alle primarie, ma ritiene inevitabile ricorrere al voto degli elettori della coalizione se quell’intesa non sarà raggiunta. La direzione del Pd, convocata oggi con Schlein, dovrà quindi iniziare a definire tempi e passaggi di un processo che appare sempre più orientato verso le primarie.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere