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Attualità 4 min di lettura1 ora fa

Bollette, lo sconto può ingannare: come capire se cambiare contratto

Le offerte di Eni, Enel e A2A non valgono per tutti: ecco quali costi confrontare e chi subirà l’aumento del 37,3% deciso da Arera

Cambiare fornitore dopo aver visto uno sconto del 30% o del 50% può sembrare conveniente, ma la percentuale pubblicizzata non basta per capire quanto si pagherà davvero. La verifica decisiva riguarda il costo complessivo della materia energia, la quota fissa e il regime in cui si trova l’utenza.


Lo sconto non dice tutto

Le nuove proposte commerciali di Plenitude, Enel e A2A riguardano il mercato libero. Plenitude ha indicato una riduzione del 30% rispetto alla principale offerta a prezzo fisso, mentre Enel e A2A hanno rivendicato un dimezzamento della componente energia già applicato da alcuni mesi.

Non si tratta, però, di un intervento paragonabile al limite introdotto per benzina e gasolio. Per le bollette non esiste un tetto generale al prezzo dell’elettricità: le aziende stanno utilizzando promozioni e tariffe più aggressive per conquistare clienti e attenuare l’effetto dei rincari. Le voci regolamentate, come trasporto, gestione del contatore, oneri di sistema, imposte e Iva, restano invece uguali indipendentemente dal fornitore.


Le due voci da confrontare

Per capire se un passaggio conviene, bisogna innanzitutto controllare il prezzo della materia prima: si misura in kilowattora per la luce e in metri cubi per il gas. A questo va aggiunto il costo di commercializzazione, che può incidere molto sul totale finale.

Un ulteriore elemento è la struttura della tariffa. Con il prezzo fisso, il valore della materia prima resta invariato per il periodo previsto dal contratto, spesso uno o due anni. Il prezzo variabile, invece, segue un indice di riferimento e può scendere o salire in base all’andamento del mercato.

La quota fissa annuale merita un’attenzione particolare, soprattutto per chi consuma poco: può ridurre o annullare il vantaggio promesso dallo sconto. Per questo è necessario leggere tutte le condizioni e confrontare il costo effettivo, non soltanto la percentuale evidenziata nella pubblicità.


Arera, il rincaro riguarda alcuni clienti

L’aumento del 37,3% annunciato dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente per il quarto trimestre del 2026 non si applica a tutte le famiglie. La variazione riguarda circa 3 milioni di clienti vulnerabili, cioè coloro che rientrano in categorie come gli over 75, i beneficiari del bonus sociale o gli abitanti di alcune isole minori non collegate alla rete nazionale.

Chi è nel mercato libero continua a pagare secondo le condizioni del proprio contratto, sia esso fisso o variabile. Il rialzo stabilito da Arera riflette l’andamento dei prezzi all’ingrosso dell’elettricità, influenzato anche dal quadro geopolitico.

Per il gas il meccanismo è diverso: nel servizio di tutela della vulnerabilità il prezzo della materia prima viene aggiornato ogni mese e comunicato nei primi giorni del mese successivo.

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Quale regime ha la propria utenza

Nel mercato libero operano numerosi fornitori, con proposte a prezzo bloccato o indicizzato. Il servizio di tutela della vulnerabilità è invece riservato a determinate categorie e prevede aggiornamenti stabiliti dall’autorità, ogni tre mesi per l’elettricità.

Esiste poi il servizio a tutele graduali, nel quale sono confluiti i clienti non vulnerabili che appartenevano alla precedente maggior tutela. L’assegnazione è avvenuta attraverso gare territoriali e il servizio terminerà il 31 marzo 2027.

Marco Vignola, vicepresidente dell’Unione nazionale consumatori, invita a non farsi guidare dai soli annunci: «Quello che conta, infatti, è il prezzo assoluto che si paga, non la variazione». Il confronto dovrebbe essere effettuato sulla base dei propri consumi e della zona di residenza, perché non esiste una tariffa migliore in assoluto per tutti.


Prima di cambiare, meglio verificare

Il consiglio è utilizzare il Portale offerte di Arera, che permette di mettere a confronto le proposte disponibili, e di non accettare contratti sottoposti per telefono. Un contratto a prezzo fisso firmato prima della guerra in Iran potrebbe ancora risultare più conveniente rispetto alle offerte attuali.

Anche chi si trova nel servizio a tutele graduali, almeno fino al 31 marzo 2027, potrebbe non avere motivo di cambiare. La scelta va quindi ponderata sulla situazione concreta dell’utente e sulla spesa complessiva prevista dal nuovo contratto.


Le possibili mosse del governo

Le promozioni delle aziende possono attenuare soltanto in parte il peso del caro energia. Le associazioni dei consumatori chiedono perciò misure pubbliche basate su tre possibili strumenti: ridurre l’Iva, intervenire sugli oneri di sistema oppure rafforzare il bonus sociale.

Vignola ha inoltre sollecitato il governo a replicare una misura già adottata da Draghi, con l’azzeramento degli oneri di sistema per alleggerire le bollette. Secondo il vicepresidente dell’associazione, la richiesta non ha finora prodotto interventi e le famiglie rischiano di affrontare un autunno caratterizzato da prezzi elevati.

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