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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Croda Granda, la Madonnina finisce nel canalone: caccia ai vandali

La vetta della Croda Granda, nel Bellunese, è stata teatro di un atto vandalico che avrebbe richiesto preparazione e attrezzatura.

La vetta della Croda Granda, nel Bellunese, è stata teatro di un atto vandalico che avrebbe richiesto preparazione e attrezzatura. La Madonnina collocata sulla cima è stata staccata dal basamento e gettata in un canalone, dove due escursionisti l’hanno poi individuata a circa 2.849 metri di altitudine.

Dalla sommità sono inoltre scomparse due targhe dedicate a giovani morti in montagna. Non è stato ritrovato neppure il libro delle firme lasciato agli alpinisti. Per recuperare la statua sarà necessario organizzare un intervento alpinistico.


La statua non si sarebbe staccata da sola

Gli accertamenti svolti nell’area, secondo quanto comunicato dal Comune di Gosaldo, avrebbero escluso un cedimento accidentale. La Madonnina sarebbe stata infatti rimossa deliberatamente dal punto in cui era fissata, prima di essere abbandonata nel canalone.

L’amministrazione comunale ha espresso una condanna netta, sottolineando che chi raggiunge la quota con strumenti destinati a eliminare i simboli presenti sulla montagna non può essere considerato un semplice escursionista. Il Comune sta collaborando con le forze dell’ordine per chiarire la dinamica e risalire ai responsabili.


Danni e furti anche nei bivacchi

L’episodio della Croda Granda si inserisce in una serie di segnalazioni raccolte recentemente nella zona. Tra i comportamenti contestati figurano abbandono di rifiuti, accensione di fuochi vicino alle strutture, sottrazione di materiali e altri danneggiamenti.

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Il Bivacco Giovanni Menegazzi è stato chiuso temporaneamente dal Gruppo Alpini di Gosaldo dopo diversi episodi problematici. Problemi sono stati segnalati anche a Malga Camp, mentre dal Bivacco Renato Reali sarebbe stato portato via il registro delle presenze.


L’appello a chi frequenta i sentieri

Il Comune ha chiesto collaborazione a chiunque abbia percorso quei sentieri nelle ultime settimane. Persone viste muoversi con attrezzi insoliti o comportamenti sospetti possono fornire informazioni alle autorità, contribuendo agli accertamenti in corso.

L’amministrazione ha ringraziato il Soccorso Alpino, il Gruppo Alpini di Gosaldo e i volontari impegnati nella manutenzione delle cime e dei bivacchi. La vicenda riguarda non soltanto la conservazione delle strutture, ma anche il rispetto per i ricordi dedicati a chi ha perso la vita in montagna e per il lavoro di chi continua a custodirli.

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