Francia, scuole sotto pressione: 400 chiuse e 65 feriti
Le proteste nate per la carenza di docenti e il degrado degli istituti si sono allargate, mentre il governo prepara un confronto con studenti e genitori.
Quasi 400 scuole francesi saranno chiuse per motivi di sicurezza. Dove necessario, le lezioni proseguiranno a distanza, mentre a Parigi il ministro dell'Istruzione Edouard Geffray incontrerà le associazioni degli studenti e dei genitori per affrontare una crisi che continua ad allargarsi.
Sicurezza, chiusure e confronto
La decisione di sospendere le attività in numerosi istituti è stata annunciata dal ministro, che ha collegato il provvedimento ai rischi emersi durante le manifestazioni. L'obiettivo indicato è tutelare alunni e personale nelle scuole considerate più esposte.
Il vertice con le rappresentanze studentesche e familiari si terrà nella capitale. Il confronto arriva dopo giorni di mobilitazioni, inizialmente concentrate sulla mancanza di insegnanti e sulle condizioni degli edifici scolastici.
La protesta supera Parigi
Le iniziative hanno oltrepassato i confini della regione parigina e hanno coinvolto anche altre città della Francia. Nel corso della settimana, alle rivendicazioni sul sistema scolastico si sono affiancati episodi di violenza e atti contro gli istituti.
Il movimento, partito da problemi legati al funzionamento quotidiano delle scuole, ha così assunto dimensioni nazionali. Il governo ha segnalato un aumento della tensione proprio mentre cerca di ristabilire la sicurezza nei luoghi interessati dalle proteste.
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Danni estesi negli istituti
Dall'inizio della settimana, più di 100 scuole avrebbero riportato danni gravi. Il dato è stato fornito da Edouard Geffray durante un intervento televisivo su Bfmtv, insieme al bilancio delle persone colpite dagli scontri.
Sono 65 gli addetti del comparto scolastico rimasti feriti, tra cui 40 dirigenti scolastici. Il numero comprende dunque anche chi ha responsabilità di gestione degli istituti coinvolti nelle manifestazioni.
Quasi duemila fermi giovedì
Nel riferire sull'evoluzione delle proteste, Geffray ha inoltre indicato che giovedì 1 ottobre le autorità hanno fermato quasi 2.000 persone. L'operazione si è svolta durante una giornata segnata da nuovi cortei e da ulteriori episodi di danneggiamento.
Il bilancio comunicato dal ministro restituisce un quadro di crescente difficoltà per il sistema scolastico francese: da un lato le richieste su organici e strutture, dall'altro la necessità di garantire l'incolumità nelle scuole e nelle manifestazioni.
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