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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Oro e criptovalute, spariti oltre 6 milioni: blitz a Torino

Una rete di presunti consulenti avrebbe convinto centinaia di risparmiatori a versare denaro in investimenti mai realizzati, con 12 persone denunciate.

Il denaro raccolto avrebbe superato i 6 milioni di euro, ma gli investimenti promessi in oro e criptovalute non sarebbero mai partiti. L’operazione della Guardia di finanza di Torino ha portato al sequestro di beni e disponibilità finanziarie per oltre 1,6 milioni di euro nei confronti dei presunti organizzatori del raggiro, mentre 12 persone sono state denunciate.


Rendimenti elevati per attirare i risparmiatori

Secondo la ricostruzione degli investigatori, centinaia di persone sarebbero state avvicinate da una rete di soggetti che si presentavano come consulenti finanziari. Ai potenziali clienti venivano prospettati guadagni particolarmente consistenti attraverso operazioni legate ai metalli preziosi e alle valute digitali.

La proposta faceva riferimento a un istituto presentato come banca di diritto londinese. In realtà, spiegano gli inquirenti, la struttura non avrebbe ottenuto le autorizzazioni indispensabili per operare nel comparto finanziario e sarebbe stata creata proprio per sostenere il meccanismo fraudolento.


Il meccanismo del denaro restituito

Agli investitori veniva indicato che i versamenti sarebbero stati gestiti tramite una banca con presenze a Torino e in Spagna. Le verifiche avrebbero però escluso l’effettiva sottoscrizione delle operazioni annunciate: le somme affidate dai clienti non sarebbero state impiegate secondo quanto promesso.

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Una parte del denaro, almeno nella fase iniziale, sarebbe stata utilizzata per riconoscere ad alcuni partecipanti importi presentati come interessi. Si sarebbe trattato, secondo la Procura di Torino, del meccanismo tipico dello schema Ponzi, nel quale i pagamenti ai primi aderenti vengono alimentati dalle somme versate successivamente da altri risparmiatori.


L’indagine della Guardia di finanza

L’attività investigativa è stata svolta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Torino su incarico della Procura del capoluogo piemontese. Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire i ruoli della rete e il percorso delle somme raccolte.

Il procedimento rientra nelle iniziative contro i reati patrimoniali commessi ai danni di persone che affidano i propri risparmi a intermediari apparentemente qualificati. Il sequestro supera 1,6 milioni di euro e riguarda denaro e beni riconducibili, secondo l’ipotesi accusatoria, ai promotori della truffa.

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