Kaliningrad, l’avvertimento nucleare di Mosca alla Nato
In una lettera ai vertici dell’Alleanza, il Cremlino evoca l’uso dell’intero arsenale russo se l’exclave venisse separata dal resto del Paese
La Russia alza il livello dello scontro diplomatico con la Nato e lega apertamente la difesa di Kaliningrad alla possibilità di ricorrere anche alle armi nucleari. L’avvertimento è contenuto in una comunicazione formale inviata dal Cremlino ai vertici dell’Alleanza, dopo le esercitazioni condotte da Unione europea e Stati Uniti nelle aree circostanti l’exclave russa.
Mosca mette in guardia l’Alleanza
Nel documento, Mosca sostiene che reagirebbe a qualsiasi tentativo di isolare Kaliningrad dal resto della Federazione. La formulazione attribuita alla lettera è netta: «La Russia sarà pronta a impiegare l’intero arsenale di forze e capacità a sua disposizione, incluse le armi nucleari, per difendere il proprio territorio».
Il riferimento non riguarda soltanto le forze convenzionali. La Russia fa sapere che, qualora i Paesi della Nato cercassero di interrompere i collegamenti con la regione, prenderebbe in considerazione tutte le risorse militari disponibili, compreso il proprio arsenale atomico.
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Il nodo delle esercitazioni militari
L’iniziativa diplomatica russa arriva dopo le attività addestrative organizzate da Unione europea e Stati Uniti nelle vicinanze di Kaliningrad. Mosca interpreta quelle manovre come un possibile segnale di pressione sulla regione, che rappresenta un territorio russo separato geograficamente dal resto del Paese.
Nella comunicazione, il Cremlino accusa inoltre gli avversari di voler dividere la Russia. La lettera ai vertici della Nato presenta così l’eventuale isolamento dell’exclave come una minaccia diretta all’integrità territoriale russa e come la circostanza che potrebbe innescare una risposta militare estrema.
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