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Attualità 1 min di lettura4 ore fa

Kaliningrad, il Cremlino frena: «Nessuna dichiarazione conflittuale

Dmitry Peskov ridimensiona il messaggio rivolto alla Nato sulla possibile risposta russa a un blocco dell’enclave

Il Cremlino prova a ridimensionare la portata dell’avvertimento lanciato nei confronti della Nato sul futuro di Kaliningrad. Secondo Mosca, il riferimento a una possibile reazione con l’intero arsenale russo non va letto come un segnale di escalation.


Mosca ridimensiona il messaggio

Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha chiarito che le parole russe sulla possibile risposta a un tentativo di isolamento dell’enclave non avevano natura aggressiva. L’obiettivo, nella ricostruzione fornita da Mosca, era segnalare le conseguenze ipotizzate da una simile eventualità.

«Non dovrebbe essere interpretata come una dichiarazione conflittuale», ha affermato Peskov, riferendosi alla comunicazione rivolta alla Nato. Il portavoce non ha quindi smentito il richiamo alla disponibilità di tutti gli strumenti militari russi, ma ne ha contestato una lettura come minaccia diretta.

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Il nodo resta Kaliningrad

Kaliningrad è un territorio russo separato geograficamente dal resto della Federazione e situato tra Paesi appartenenti alla Nato. Proprio questa collocazione rende particolarmente sensibile ogni ipotesi legata alla sua circolazione e ai collegamenti con Mosca.

L’avvertimento russo era stato formulato nel caso di un tentativo di bloccare l’enclave. La precisazione di Peskov interviene dunque sul tono del messaggio, senza modificare il quadro evocato: in quella circostanza, Mosca sostiene di poter reagire utilizzando l’intero arsenale a sua disposizione.

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