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Attualità 2 min di lettura15 ore fa

Istanbul, Boeing iraniano fermato a terra: il debito è di 3 milioni

Passeggeri fatti scendere prima del decollo dopo l’intervento dei creditori e degli ufficiali giudiziari turchi.

Un Boeing 737-500 di Caspian Airlines non ha potuto lasciare Istanbul dopo che un provvedimento giudiziario ne ha imposto il sequestro. Alla base dell’intervento c’è una somma non saldata di 3 milioni di euro nei confronti di una società aeronautica turca.


Il volo interrotto prima della partenza

L’aereo, identificato dalla matricola EP-KPB, aveva già completato le operazioni d’imbarco per il collegamento diretto in Iran. Poco prima del decollo, tuttavia, i rappresentanti legali della società creditrice e gli ufficiali giudiziari hanno chiesto che il velivolo restasse fermo sulla pista.

Passeggeri ed equipaggio sono stati fatti uscire dall’aeromobile e accompagnati all’interno del terminal. L’azione è avvenuta nell’ambito di una procedura di esecuzione forzata avviata contro Caspian Airlines, vettore che collega l’aeroporto di Istanbul con diverse destinazioni iraniane.


Il contenzioso con la società turca

Il credito sarebbe maturato nei confronti di ACM Temsil Gozetim, azienda turca attiva nel settore aeronautico. Per recuperare l’importo, la società ha ottenuto l’ordine necessario e ha inviato i propri avvocati allo scalo di Istanbul nel giorno previsto per la partenza del volo.

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Il Boeing 737-500 era entrato nella flotta di Caspian Airlines nel gennaio 2020. La compagnia, con sede a Teheran e fondata nel 1993, continua a effettuare collegamenti internazionali nonostante il quadro di restrizioni statunitensi che interessa il comparto aereo iraniano.


Le sanzioni non riguardano il vettore

Secondo le informazioni riportate dai media turchi, Caspian Airlines non figura tra le 27 compagnie iraniane colpite dalle sanzioni recentemente adottate dagli Stati Uniti per limitarne i servizi. Il vettore, però, resta sottoposto a misure restrittive statunitensi in vigore dal 2014.

Il fermo dell’aereo a Istanbul è quindi legato a una controversia economica con un’impresa turca, non all’applicazione delle sanzioni americane. La compagnia continua infatti a operare rotte tra l’Iran e la Turchia, mentre il Boeing interessato dal provvedimento resta bloccato in aeroporto.

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