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Eisenkot, premier incaricato, propone un governo unitario per Israele

Il premier incaricato vuole coinvolgere partiti e singoli deputati per affrontare guerra e crisi delle istituzioni democratiche

Gadi Eisenkot ha annunciato l’intenzione di coinvolgere tutte le forze politiche israeliane nella formazione del nuovo governo, compresi Likud e Sionismo religioso. Il leader ha ricevuto dal presidente Isaac Herzog il mandato per costruire l’esecutivo.

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L’appello ai partiti

Il premier incaricato presenterà una proposta formale a ciascun gruppo della Knesset. L’offerta, ha spiegato, potrà essere raccolta dalle formazioni nel loro insieme oppure da singoli parlamentari.

Eisenkot ha esteso l’invito anche ai rappresentanti del Likud e di Sionismo religioso, lasciando aperta la possibilità di una loro partecipazione sotto la sua guida e nel rispetto dei principi già indicati.

«Manderò una proposta ufficiale a tutte le forze politiche e le inviterò a entrare nel governo, come partiti o anche individualmente», ha detto Eisenkot presentando il suo progetto.


Guerra e istituzioni sotto pressione

Il leader incaricato ha collegato la ricerca di una maggioranza ampia alla situazione di emergenza attraversata da Israele. I combattimenti restano aperti su più fronti e, secondo Eisenkot, alcuni obiettivi non sono ancora stati raggiunti.

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Nel suo intervento ha richiamato anche le difficoltà delle istituzioni democratiche. A suo giudizio, la perdita di fiducia nello Stato ha portato il Paese vicino a una condizione pericolosa.

«La democrazia israeliana vive uno dei suoi passaggi più fragili», ha affermato, sostenendo che la delegittimazione delle istituzioni abbia aggravato la crisi.


Una maggioranza da costruire

Eisenkot ha detto di voler seguire una strada diversa rispetto alle precedenti esperienze politiche. L’obiettivo è proporre una nuova classe dirigente capace di riconquistare la fiducia dei cittadini.

Per raggiungere il risultato, il premier incaricato ha previsto anche strumenti non convenzionali e ha chiesto alle forze parlamentari di valutare soluzioni inedite. «Israele ha bisogno di una leadership nuova, in cui il Paese possa avere fiducia: per arrivarci dovremo adottare anche misure creative», ha concluso.

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