Bertinotti: la speranza politica passa dalle nuove generazioni
L’ex presidente della Camera ha collegato astensionismo e politiche economiche uniformi alla perdita di fiducia nelle istituzioni.
Fausto Bertinotti ha indicato nelle nuove generazioni la possibile risposta alla crisi della politica e delle democrazie occidentali. L’ex presidente della Camera ne parlerà nella puntata di questa sera de L’Elefante, il programma condotto da Peter Gomez su Rai 3 e RaiPlay.
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Giovani e disaffezione politica
Secondo Bertinotti, i giovani stanno maturando una posizione di opposizione rispetto agli assetti tradizionali e a una politica che li avrebbe progressivamente esclusi. «Il basso della società vede emergere una nuova generazione. L’Elefante non c’è: l’elefante sono questi giovani», ha detto durante l’intervista.
L’ex leader di Rifondazione Comunista ha collegato questa dinamica alla crescita dell’astensionismo e alla perdita di fiducia nelle istituzioni. A suo giudizio, negli ultimi 25 anni i governi, indipendentemente dal loro orientamento, hanno seguito linee economiche sostanzialmente simili, fondate sulla prevalenza del mercato.
Bertinotti ha inoltre sostenuto che circa metà della popolazione ormai non partecipi più alle elezioni. Nella sua analisi, il rafforzamento del potere degli esecutivi a scapito dei Parlamenti ha contribuito ad allontanare ulteriormente i cittadini dalla rappresentanza politica.
Il riferimento agli Stati Uniti
A sostegno della propria lettura, Bertinotti ha richiamato il voto negli Stati Uniti: il 70% degli elettori sotto i 30 anni avrebbe scelto i Democratici. Quel dato, secondo l’ex presidente della Camera, mostra l’esistenza di una nuova generazione collocata all’opposizione rispetto all’ordine politico esistente.
L’intervista ha affrontato anche la crescita delle posizioni socialiste negli Usa. Bertinotti ha definito interessante il percorso di Bernie Sanders, che nel 2025 ha condiviso per mesi iniziative pubbliche con Alexandria Ocasio-Cortez contro il potere delle oligarchie.
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Nella sua ricostruzione, Sanders sta contribuendo a riportare il socialismo nel dibattito politico attraverso una proposta radicale capace di ottenere consenso. Bertinotti ha distinto questo percorso da quello europeo, osservando che negli Stati Uniti un movimento di massa avrebbe trovato una forza politica in grado di rappresentarne le richieste.
La lotta tra capitale e lavoro
Bertinotti ha poi respinto l’idea che il conflitto sociale appartenga al passato. «Nel passaggio di secolo l’hanno vinta i capitalisti. La rivoluzione l’hanno fatta i padroni contro i lavoratori», ha dichiarato, sostenendo però che la contrapposizione tra capitale e lavoro non sia terminata.
Il riferimento teorico è stato ancora una volta Karl Marx, richiamato per spiegare come alcuni segnali attuali possano prefigurare una reazione sociale. La possibilità di un cambiamento, nella lettura dell’ex leader della sinistra, arriverebbe soprattutto dai movimenti giovanili.
Bertinotti ha infine criticato l’attuale funzionamento delle coalizioni, sempre più concentrate sulla conquista del governo e sulla sua permanenza al potere. «Tutti quelli che sono andati al Governo hanno seguito sostanzialmente la stessa politica, quella del dominio del mercato», ha affermato, collegando questa continuità alla crescente distanza tra cittadini e istituzioni.
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