Bassetti denunciato da Liccione per un post sui social
Il camionista torinese contesta all’infettivologo frasi ritenute lesive e si è rivolto alla Procura di Genova
Marco Liccione ha denunciato Matteo Bassetti per diffamazione. Il camionista torinese contesta all’infettivologo il contenuto di un messaggio pubblicato sui social a ottobre, che avrebbe danneggiato la sua reputazione.
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Il post contestato da Liccione
La querela è stata presentata nei giorni scorsi alla Procura di Genova, città dove risiede Bassetti. Liccione è assistito dall’avvocato Gilberto Comotto. Il testo indicato come origine dell’iniziativa risale al 21 ottobre, anche se nella ricostruzione della vicenda compare anche la data del 22.
Nel messaggio, Bassetti ha richiamato la partecipazione del camionista alle proteste contro i vaccini e contro il Green Pass. L’infettivologo ha inoltre menzionato una precedente contestazione subita a Sauze d’Oulx durante la cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria.
Bassetti ha collegato Liccione alla manifestazione contro il caro-vita organizzata a Torino il 17 ottobre 2026, corteo terminato con tensioni e scontri, compreso l’assalto alla libreria Feltrinelli della stazione di Porta Nuova. Nel post ha criticato anche alcune dichiarazioni attribuite al camionista sui giovani coinvolti nelle violenze e ha scritto: «Predicare disciplina agli altri è sempre più facile che fare i conti con le proprie contraddizioni!».
La replica affidata alla querela
Nell’atto depositato in Procura, Liccione si presenta come una persona impegnata in ambito politico e sociale e pubblicamente accostata a Futuro Nazionale. I rappresentanti torinesi del movimento vicino a Roberto Vannacci, tuttavia, hanno negato che il camionista faccia parte dell’organizzazione.
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Il messaggio dell’infettivologo ha messo in discussione la coerenza delle posizioni sostenute da Liccione nel corso degli anni. Tra le frasi contestate figura anche: «Dire sempre NO non significa avere un pensiero».
Bassetti ha distinto il diritto di manifestare contro il caro-vita dalle opinioni espresse dal camionista, giudicando legittima la protesta ma criticando l’assenza, a suo dire, di proposte e idee. In chiusura ha rivolto un appello a Vannacci, invitandolo a valutare con attenzione le persone vicine al suo movimento.
Il passato nelle proteste
Liccione, nato nel 1989, ha partecipato all’organizzazione della manifestazione torinese di ottobre. Dopo gli scontri ha raccontato di essere stato aggredito durante i momenti più concitati del corteo.
Il suo nome era già comparso durante la pandemia per la presenza a iniziative contro le restrizioni e le campagne vaccinali. In quel periodo si era ammalato di Covid dopo alcune proteste, aveva chiesto alla fidanzata di sposarlo durante una manifestazione ed era stato sottoposto a indagini.
La domanda di oggi
È opportuno indagare sulle minacce rivolte a esponenti politici?
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