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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Israele al voto, ma Gaza non cambia: il nodo è Netanyahu

Nathan Thrall vede nelle elezioni israeliane una scelta concentrata sul futuro politico del premier, senza una vera alternativa per Gaza e Cisgiordania.

Il passaggio alle urne in Israele non sembra proporre due progetti alternativi per il futuro del Paese. Secondo Nathan Thrall, la questione centrale è piuttosto stabilire se Benjamin Netanyahu debba continuare a guidare il governo.

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Un voto centrato sul premier

A Gerusalemme, lo scrittore sostiene che gli elettori non siano chiamati a scegliere tra due visioni profondamente diverse. La competizione, nella sua lettura, ruota soprattutto intorno alla permanenza di Netanyahu al potere.

Thrall descrive quindi le elezioni come una consultazione favorevole o contraria al primo ministro, più che come un confronto su un nuovo indirizzo politico. La contrapposizione tra le coalizioni non cambierebbe il quadro sui principali dossier del conflitto.

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Gaza e Cisgiordania senza svolta

Per lo scrittore, le forze in campo mantengono posizioni sostanzialmente sovrapponibili su Gaza, Cisgiordania e sull'eventuale nascita di uno Stato palestinese. Anche una vittoria dell'opposizione, dunque, non produrrebbe secondo lui una discontinuità sui diritti dei palestinesi.

Nathan Thrall, scrittore ebreo americano di 46 anni e vincitore del premio Pulitzer 2024, ha affrontato questi temi nel libro “Un giorno nella vita di Abed Salama”. La sua valutazione è netta: anche con un cambio alla guida del governo, continuerebbe una lenta pulizia etnica.

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